Le auto Made in China valgono il 15% del mercato italiano: BYD quasi triplica, Leapmotor moltiplica per dodici
Le auto prodotte in Cina valgono il 15% del mercato italiano nel 2026, con una crescita del 92,1%. BYD quasi tripla, Leapmotor per dodici: tutti i numeri.
Nei primi otto mesi del 2026 le vetture prodotte in Cina, di qualsiasi marchio, crescono del 92,1%. Ad agosto due modelli cinesi entrano nella top ten assoluta e Omoda&Jaecoo supera Ford nel mese. È la pressione competitiva che ANFIA definisce fortissima.
Il dato che pesa
Il numero che ANFIA mette in evidenza nel commento ad agosto non riguarda un singolo marchio ma un'origine produttiva: nei primi otto mesi del 2026 le auto Made in China di tutti i costruttori crescono del 92,1% e raggiungono una quota di mercato del 15%. Vale a dire che una vettura su sette immatricolata in Italia da inizio anno è stata prodotta in Cina, comprese quelle vendute con marchi europei.
“Non può lasciare indifferenti la crescita del 92,1% registrata nel cumulato dei primi otto mesi dalle auto Made in China di tutti gli OEMs, che raggiungono una quota di mercato del 15%, a evidenziare ancora una volta la fortissima pressione competitiva esercitata dalle produzioni extra-europee”, ha commentato Roberto Vavassori, presidente di ANFIA.
Le marche che corrono
I numeri delle singole marche nel cumulato gennaio-agosto raccontano una progressione a tre cifre.
Marca | Gen-ago 2026 | Gen-ago 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
BYD | 36.549 | 12.404 | +194,7% |
Omoda&Jaecoo | 27.555 | 7.615 | +261,9% |
Leapmotor | 26.249 | 2.178 | +1.105,2% |
MG | 37.412 | 35.296 | +6,0% |
BYD ha quasi triplicato i volumi in dodici mesi e ad agosto ha immatricolato 2.579 vetture con una crescita del 194,4%, superando marchi storici come Mercedes (1.869) e Ford (2.087) nel mese. Leapmotor, distribuita in Italia attraverso la rete Stellantis, ha moltiplicato per dodici il proprio volume annuo. Omoda&Jaecoo, i due marchi del gruppo Chery, hanno raccolto insieme 2.862 immatricolazioni ad agosto, più di Ford e Mercedes.
MG rappresenta il caso opposto e istruttivo: arrivata prima delle altre, cresce ormai a ritmi normali (+6% nel cumulato) perché il suo spazio se lo è già preso.
Due modelli cinesi nella top ten di agosto
La classifica del mese registra l'ingresso di due vetture cinesi tra le dieci più vendute in assoluto: la BYD Seal U DM-i al settimo posto con 1.464 unità e la MG ZS all'ottavo con 1.316. Sono davanti alla Peugeot 208 (1.297) e alla Kia Sportage (1.221).
Nel cumulato dei primi otto mesi la Leapmotor T03 è sesta assoluta con 22.548 unità. ANFIA segnala che è anche la prima tra le elettriche da inizio anno, davanti alla Citroen C3 al quinto posto della classifica BEV, mentre la Leapmotor B10 è nona.
Cosa significa per il mercato italiano
La crescita non arriva soltanto dai marchi cinesi. La quota del 15% calcolata da ANFIA riguarda l'origine produttiva, quindi comprende anche modelli venduti con marchi europei ma costruiti in Cina, come diverse elettriche di gruppi occidentali. È il motivo per cui il dato è più alto di quanto suggerirebbe la somma delle marche cinesi in classifica.
Il secondo elemento è il posizionamento. Le vetture che crescono di più stanno nei segmenti dove il cliente italiano guarda il prezzo per primo: citycar elettriche, SUV compatti e ibride ricaricabili. È lo spazio che i costruttori europei hanno progressivamente lasciato scoperto spostando i listini verso l'alto.
Domande frequenti
Quanto pesano le auto cinesi sul mercato italiano?
Le auto prodotte in Cina, di qualsiasi marchio, valgono il 15% delle immatricolazioni nei primi otto mesi del 2026, con una crescita del 92,1% secondo ANFIA.
Qual è il marchio cinese più venduto in Italia?
MG resta il primo per volumi con 37.412 unità nei primi otto mesi, seguita da BYD con 36.549 e da Omoda&Jaecoo con 27.555.
Quali modelli cinesi sono entrati nella top ten?
Ad agosto 2026 la BYD Seal U DM-i è settima con 1.464 immatricolazioni e la MG ZS ottava con 1.316. Nel cumulato la Leapmotor T03 è sesta assoluta.
Leapmotor è un marchio cinese?
Sì, ed è distribuito in Italia attraverso la rete del Gruppo Stellantis, che partecipa alla joint venture internazionale del marchio.
Perché la quota del 15% è più alta della somma dei marchi cinesi?
Perché il calcolo riguarda il luogo di produzione e comprende anche modelli venduti con marchi europei ma costruiti in Cina.

