Auto a km zero: i 5 trucchi da evitare prima di firmare
Come riconoscere una vera auto a km zero da una dimostrativa, quanto si risparmia davvero e le 5 trappole su garanzia, optional e chilometraggio.
La targa già montata è il primo indizio, il contachilometri il secondo, ma quello che conta davvero sta scritto sul libretto. Ecco come distinguere una vera km zero da una dimostrativa spacciata per tale, e perché la garanzia non è quella che pensate.
Il piazzale è pieno, i prezzi sono interessanti, il venditore dice che è praticamente nuova. Ed è vero, quasi sempre. Il problema è quel "quasi", che sull'acquisto di un'auto può valere qualche migliaio di euro.
Le km zero restano una delle formule più convenienti per chi non ha esigenze di personalizzazione e vuole ritirare subito. Ma è anche il segmento dove le definizioni sono più elastiche, e dove conviene sapere esattamente cosa si sta guardando.
Cosa sono, tecnicamente
Un'auto a chilometri zero è una vettura immatricolata dal concessionario e intestata a lui, non ancora venduta a un cliente finale.
La ragione è commerciale: le case madri assegnano alle reti obiettivi di vendita periodici, e per raggiungerli i concessionari immatricolano vetture che poi restano in esposizione. Sono auto nuove a tutti gli effetti, che non hanno mai avuto un proprietario privato, ma che risultano già registrate.
Da qui discende tutto il resto: il prezzo più basso, l'impossibilità di scegliere colore e allestimento, la disponibilità immediata e, come vedremo, il nodo della garanzia.
I tre controlli per riconoscerle
La targa. È il segno più immediato: entrando in salone, le km zero hanno già la targa montata perché sono immatricolate. Le auto nuove no.
Il libretto. È il documento che conta più di ogni dichiarazione verbale. Su una vera km zero la prima e unica immatricolazione deve essere quella della concessionaria. Se compaiono altri intestatari, quella non è una km zero: è un'auto usata.
Il contachilometri. Nella prassi commerciale la soglia è di 100 chilometri, quelli percorsi fra depositi, piazzali e trasferimenti. Alcuni operatori si spingono a 150 o 200, e qui le fonti di settore non concordano, anche perché non esiste una definizione normativa univoca del termine.
Il punto pratico però è chiaro: se il contachilometri segna 300 o 500 chilometri, non state guardando una km zero. State guardando una vettura dimostrativa o aziendale, e il prezzo deve rifletterlo.
Quanto si risparmia davvero
Le stime di mercato oscillano parecchio, e vale la pena riportarle per quello che sono: indicazioni, non garanzie.
Sul confronto con il listino del nuovo le rilevazioni disponibili parlano di uno sconto compreso fra il 15 e il 30 per cento, con la forbice più citata attorno al 20-25. In casi particolari, su modelli con forte disponibilità o in prossimità di un restyling, si arriva più in alto.
Un termine di paragone utile: le auto aziendali, che sono un'altra cosa, consentono risparmi anche del 30-50 per cento, ma sono vetture usate a tutti gli effetti, con sei mesi o due anni di vita e chilometraggi che si misurano in decine di migliaia.
Le cinque trappole
1. La garanzia parte dall'immatricolazione, non dall'acquisto.
È l'aspetto più sottovalutato in assoluto. I ventiquattro mesi di garanzia legale decorrono dalla prima immatricolazione, cioè da quando il concessionario ha registrato l'auto. Se quella vettura è ferma in salone da otto mesi, di garanzia ne restano sedici.
Prima di firmare, il calcolo va fatto sulla data che sta sul libretto. Su un'auto targata da oltre novanta giorni, quel tempo perduto è un argomento di trattativa legittimo.
2. La dimostrativa spacciata per km zero.
Se il chilometraggio supera nettamente il centinaio, l'auto è stata usata: prove su strada, spostamenti fra sedi, utilizzo interno. Non è un difetto in sé, ma cambia la categoria e deve cambiare il prezzo. Le indicazioni di mercato suggeriscono di chiedere un ulteriore sconto del 5-8 per cento, oppure di farsi assorbire il costo del passaggio di proprietà.
3. Il software fermo al momento della produzione.
È una trappola nuova, tipica delle auto degli ultimi anni. Una vettura prodotta a inizio anno e rimasta ferma sul piazzale può montare una versione dell'infotainment ormai superata da diversi aggiornamenti.
La richiesta da fare in fase di trattativa è semplice: allineamento all'ultima release ufficiale prima della consegna, messo per iscritto.
4. Gli optional che non ci sono.
Sulle km zero non si sceglie la configurazione: si prende quella disponibile. Il rischio è che gli accessori promessi a voce in trattativa non coincidano con quelli effettivamente montati.
Il controllo va fatto sul preventivo e sul contratto, voce per voce, prima della firma. Dopo diventa una discussione senza appigli.
5. La sosta lunga all'aperto.
Un velo di ruggine superficiale sui dischi dei freni è normale su un'auto rimasta ferma per settimane e sparisce dopo qualche frenata. Tracce profonde o corrosione evidente indicano invece un'esposizione prolungata all'umidità.
Vale la pena guardare anche gomme e batteria: sono i componenti che soffrono di più la sosta prolungata, soprattutto sulle vetture con molta elettronica a bordo.
Quando conviene comprarle
Il momento migliore è quello in cui i concessionari hanno più fretta di voi.
Le finestre classiche sono la fine dell'anno e la chiusura di ogni trimestre, quando gli obiettivi assegnati dalla casa madre vanno raggiunti. In quei periodi il margine di trattativa si allarga sensibilmente.
Una seconda finestra si apre quando un modello sta per essere sostituito o aggiornato: le vetture della generazione uscente diventano improvvisamente più negoziabili.
E la rivendita
Un ultimo aspetto che quasi nessuno considera al momento dell'acquisto ma che pesa dopo.
Una km zero, sul mercato dell'usato, vale come un'auto immatricolata in quell'anno, non come una comprata in quell'anno. Se acquistate a settembre una vettura targata a gennaio, all'atto della rivendita quell'auto avrà otto mesi in più di quanti ne avete percepiti voi.
Non è un motivo per rinunciare, è un motivo per tenerne conto nel calcolo della convenienza complessiva.
Domande frequenti
Quanti chilometri può avere un'auto km zero?
Nella prassi commerciale fino a 100 chilometri, percorsi fra depositi e trasferimenti. Non esiste una definizione normativa univoca e alcuni operatori si spingono fino a 150 o 200.
Quanto si risparmia rispetto al nuovo?
Le rilevazioni di mercato indicano fra il 15 e il 30 per cento, con la forbice più frequente attorno al 20-25.
La garanzia è di due anni?
La garanzia legale è di ventiquattro mesi ma decorre dalla prima immatricolazione, quella intestata al concessionario. Il tempo di giacenza in salone va sottratto.
Come distinguo una km zero da un'aziendale?
Dal libretto e dal contachilometri. Una km zero ha un solo intestatario, il concessionario, e pochissimi chilometri. Un'aziendale ha sei mesi o due anni di vita e chilometraggi nell'ordine delle decine di migliaia.
Si possono scegliere colore e optional?
No. Si acquista la configurazione disponibile, che in genere è già ricca di accessori proprio perché pensata per la vendita rapida.

