Auto usate, 1,6 milioni vendute nel 2025 nascondono danni: Audi, BMW e Mercedes i marchi più a rischio
Acquistare un’auto usata in Italia senza conoscerne la storia può costare caro. Lo rivela una ricerca CARFAX su auto compravendute nel 2025: l’80% degli utenti italiani che ha ricevuto un report con la storia e le segnalazioni dei danni ha dichiarato di non essere a conoscenza di quei danni prima del controllo targa. Sulle 3,22 milioni di auto usate compravendute in Italia nel 2025 (fonte ACI), la stima è di oltre 1,6 milioni di veicoli che potrebbero nascondere una storia problematica, forse mai comunicata al compratore. Numeri che rendono il controllo targa non più un optional, ma una necessità.
Un’auto usata su due ha almeno un fattore di rischio
L’analisi di CARFAX sul 2025 restituisce numeri preoccupanti: il 49% dei veicoli controllati su carfax.it presenta almeno un elemento di rischio – un incidente, un danno pregresso, un’incongruenza nella storia di importazione oppure nel chilometraggio. Se si considerano solo le auto con incidenti o danni documentati, la percentuale scende al 36%, che su scala nazionale significa comunque oltre 1,1 milioni di auto vendute nel 2025 con una storia di danni.
Rapportando questi dati all’intero parco circolante italiano (fonte UNRAE), la stima diventa ancora più impressionante: circa 20 milioni di auto presentano almeno un fattore di rischio e 14,8 milioni hanno subito danni o incidenti stradali nel corso della loro vita.
I marchi più a rischio: Audi, BMW e Mercedes in testa alla classifica
Analizzando i marchi più rappresentati sul mercato dell’usato italiano per indice di rischio decrescente, la classifica è dominata dai premium tedeschi. In testa c’è Audi con il 61% di veicoli con almeno un fattore di rischio, seguita da BMW (60%) e Mercedes (59%). Valori più contenuti per Fiat, il marchio più diffuso sull’usato italiano con l’11% del totale, che si attesta al 49%, e per Volkswagen con il 46%.
Il divario tra brand premium e generalisti non sorprende: le vetture di fascia alta circolano a lungo, cambiano più volte proprietario e accumulano una storia più complessa da tracciare senza uno strumento dedicato. Un’auto tedesca di dieci anni può aver avuto tre o quattro proprietari, viaggiato in più Paesi europei, subito riparazioni in officine diverse: ricostruirne la storia a mano è praticamente impossibile.
I modelli più rischiosi: BMW Serie 3, Mercedes Classe A e VW Golf
Guardando ai cinque modelli più diffusi sul mercato dell’usato, lo schema si ripete. In cima per percentuale di veicoli con fattori di rischio c’è la BMW Serie 3 con il 59%, seguita dalla Mercedes Classe A (58%), dalla Volkswagen Golf (55%) e dalla Fiat 500 (52%). Chiude la classifica la Fiat Panda, il modello più compravenduto del mercato italiano dell’usato, che con il 43% risulta la più “sicura” della lista – pur con quasi un veicolo su due che richiede comunque attenzione.
Arban (Carfax): “Non sempre è malafede, spesso il venditore stesso non sa”
Come commenta Marco Arban, Direttore del Business Development in Europa di CARFAX:
“Quando si acquista un’auto usata, è possibile imbattersi in veicoli con diversi elementi di rischio, che vanno dal chilometraggio non corretto ai danni subiti in passato. Non si tratta necessariamente di una volontà di omissione da parte dei venditori: spesso anche loro non dispongono di tutte le informazioni sulla storia del veicolo”.
Un dettaglio importante: il controllo targa non è un gesto “contro” il venditore, ma uno strumento di trasparenza che tutela entrambe le parti. Un concessionario che fornisce il report CARFAX dimostra affidabilità al cliente, e un privato che vende può mettere sul tavolo tutte le carte senza rischi di contestazioni successive.
Come proteggersi prima di comprare un’auto usata
Il controllo targa, indipendentemente dal modello o dalla marca, dovrebbe essere il primo passo di qualsiasi acquisto di un’auto usata – prima ancora di vedere il veicolo di persona, provarlo su strada e farlo controllare da un’officina indipendente. Con pochi euro si ottiene un report che racconta l’intera storia documentata del veicolo: incidenti registrati, riparazioni, passaggi di proprietà, chilometraggi storici, eventuali import/export.
Un investimento minimo che può evitare di spendere migliaia di euro per un’auto con problemi strutturali nascosti, chilometri taroccati o un passato incidentato non dichiarato. Con l’età media del parco circolante italiano in costante aumento e il mercato dell’usato che cresce, la trasparenza sulla storia del veicolo diventa il vero fattore distintivo tra una buona e una cattiva compravendita.



