Il 2025 dell’automotive: tra crisi, rivoluzioni ai vertici e nuovi modelli elettrici

di 27 Dicembre 2025
close up of electric lamp against black background
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L’anno che sta per concludersi ha segnato un punto di svolta per l’industria automobilistica mondiale, con l’Europa e l’Italia al centro di trasformazioni epocali. Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui la transizione energetica ha mostrato tutte le sue complessità, mentre i grandi gruppi hanno dovuto fare i conti con vendite in calo, ristrutturazioni profonde e cambi ai vertici che hanno ridisegnato gli equilibri del settore.

Dal terremoto Stellantis con le dimissioni di Carlos Tavares alla fine del 2024 fino alla nomina di Antonio Filosa come nuovo amministratore delegato, passando per il crollo della produzione negli stabilimenti italiani e il lancio di decine di nuovi modelli elettrificati, questo è stato un anno che ha messo alla prova costruttori, lavoratori e consumatori.

La crisi del mercato italiano: numeri impietosi

I dati parlano chiaro e fotografano un settore in grave difficoltà. Il mercato auto italiano nel 2025 resta sotto del 20% rispetto al 2019, con l’elettrico che fatica a conquistare quote significative e i prezzi in costante crescita. Il rapporto UNRAE ha definito la situazione come una sorta di “immobilismo tecnologico”, con il rischio concreto per l’Italia di scivolare ai margini del mercato europeo.

Nel mese di febbraio 2025 in Italia sono state immatricolate circa 138 mila autovetture, in calo del 6,3% rispetto allo stesso mese del 2024. Il cumulato bimestrale ha registrato una flessione del 6,1%, confermando un trend negativo che ha caratterizzato l’intero anno.

La situazione della produzione industriale è ancora più preoccupante:

  • nel cumulato dei primi cinque mesi del 2025, il settore automotive ha registrato un decremento del 19,8%
  • l’indice della produzione di autoveicoli è crollato del 26,8% nel cumulato
  • il fatturato del settore ha subito una variazione negativa del 14,5%

Questi numeri certificano una crisi strutturale che va ben oltre le oscillazioni congiunturali del mercato.

Stellantis: l’anno del terremoto

Il 2025 di Stellantis si è aperto con le conseguenze delle clamorose dimissioni di Carlos Tavares, arrivate il 1° dicembre 2024 con effetto immediato. Il manager portoghese avrebbe dovuto rimanere in carica fino all’inizio del 2026, ma con più di un anno in anticipo ha lasciato la sua posizione di amministratore delegato.

Le cause della separazione sono state ricondotte a divergenze strategiche con il consiglio di amministrazione sul futuro del gruppo. John Elkann ha preso le redini ad interim, mentre è stato istituito un nuovo comitato esecutivo per gestire la transizione.

La nomina del nuovo CEO è arrivata nel corso del primo semestre, con Antonio Filosa chiamato a guidare il colosso automobilistico. L’italo-brasiliano, già responsabile Jeep e direttore delle attività in Nord America, ha iniziato subito a riorganizzare il Leadership Team.

Tra i cambiamenti più significativi del 2025:

  • Emanuele Cappellano è diventato il nuovo responsabile per l’Europa, assumendo la guida della regione Enlarged Europe
  • Jean-Philippe Imparato è stato nominato CEO di Maserati con il compito di potenziarne le performance
  • Francesco Ciancia è tornato in Stellantis come responsabile globale della produzione

La situazione negli stabilimenti italiani resta però critica. La produzione è crollata nei primi nove mesi del 2025 con appena 151.430 auto assemblate, il 36% in meno del già pessimo 2024.

Le novità auto: elettriche protagoniste

Nonostante le difficoltà del mercato, il 2025 ha visto il lancio di numerosi modelli che hanno cercato di rilanciare le vendite e rispondere alle esigenze dei consumatori. L’elettrificazione è stata al centro delle strategie di tutti i costruttori, anche se con approcci diversi.

Forte di 280 CV completamente elettrici, la Lancia Ypsilon HF ha debuttato nel corso dell’anno, condividendo piattaforma e powertrain con Alfa Romeo Junior Veloce. Un ritorno importante per il marchio italiano nel segmento delle compatte sportive.

Tra i lanci più attesi si sono distinti:

  • la Fiat Grande Panda, arrivata a inizio anno e considerata fondamentale per il rilancio del brand
  • la nuova Citroen C3 Aircross, il restyling delle C4 e C4 X, e la C3 ibrida
  • la Alpine A290, versione sportiva della Renault 5 con potenze da 180 o 220 CV
  • la Hyundai Inster, una piccola elettrica di segmento A con ottima efficienza e stile molto personale

La seconda parte dell’anno ha portato novità di grande peso. BMW ha presentato la nuova iX3, SUV elettrico che porta al debutto la piattaforma Neue Klasse destinata a far da base per tutte le future elettriche dell’Elica.

Grande attesa anche per la Fiat 500 ibrida, ribattezzata Torino, che ha debuttato a novembre rappresentando una risposta concreta alle difficoltà dell’elettrica pura.

Il ritorno del termico: un passo indietro necessario

Uno dei fenomeni più interessanti del 2025 è stato il ripensamento sull’elettrico da parte di diversi costruttori. Tra vetture elettriche di nuova concezione e un insperato ritorno dei motori termici, alcuni marchi hanno deciso di riproporre modelli ibridi o alimentati a benzina e gasolio per supportare una domanda verso le auto elettriche che continua a non decollare come sperato.

La Honda ha rappresentato un caso emblematico con il ritorno della Prelude, la storica coupé che dopo oltre 20 anni di assenza è tornata sul mercato con motorizzazione ibrida. Una scelta che dimostra come i costruttori stiano cercando un equilibrio tra le richieste normative europee e le preferenze reali dei consumatori.

Le ibride Mild Hybrid e Full Hybrid hanno migliorato le vendite del 19,7%, mentre le elettriche pure hanno registrato una riduzione del 5,4% delle immatricolazioni. Un segnale chiaro delle difficoltà della transizione.

Le sfide normative e le multe europee

Il 2025 ha rappresentato un anno cruciale anche sul fronte regolamentare. I costruttori hanno dovuto fare i conti con i nuovi limiti sulle emissioni medie di CO2 previsti dall’Unione Europea, con il rischio di multe salate per chi avesse sforato gli obiettivi.

Per evitare queste sanzioni, alcune case hanno dovuto ricorrere a blocchi produttivi o chiusure temporanee degli stabilimenti, con effetti negativi su tutto il settore.

Stellantis ha risposto decidendo di rientrare nell’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA), facendo fronte comune con le altre case automobilistiche per affrontare la sfida della transizione energetica.

L’avanzata dei costruttori cinesi

Un altro fenomeno che ha caratterizzato il 2025 è stata la crescente penetrazione dei marchi cinesi nel mercato europeo. BYD ha ampliato significativamente la propria offerta con modelli come la Sealion 7, il SUV Tang e l’attesa compatta Dolphin Surf.

L’ex CEO Tavares aveva avvertito che entro cinque anni le case cinesi potrebbero conquistare almeno il 10% del mercato europeo, pari a 1,5 milioni di veicoli venduti annualmente nell’Unione.

La competitività dei costruttori asiatici rappresenta una sfida esistenziale per l’industria europea, che si trova a dover gestire contemporaneamente la transizione energetica, i costi di produzione elevati e una concorrenza sempre più agguerrita.

Volkswagen e la crisi tedesca

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La crisi non ha risparmiato nemmeno il colosso tedesco. Volkswagen ha attraversato un anno particolarmente difficile, con scioperi negli stabilimenti contro le chiusure programmate e i tagli al personale. La situazione ha evidenziato come l’intero settore automotive europeo stia attraversando una fase di profonda ristrutturazione.

Il gruppo ha comunque continuato a investire nell’elettrificazione, con la nuova ID. Polo che rappresenta un cambio di paradigma rendendo le elettriche più simili nel design ai modelli termici.

Il futuro della componentistica italiana

La filiera della componentistica ha sofferto particolarmente nel corso dell’anno. La componentistica automotive in Piemonte conta 717 imprese, rappresentando il 33,6% del totale nazionale, ma il calo dei ricavi è stato significativo.

Le previsioni per il 2025 delineavano un quadro segnato dal pessimismo, con solo il 20% delle imprese che prevedeva un aumento del fatturato, mentre il 63% stimava una riduzione.

La sfida per il settore è quella di riconvertirsi verso le nuove tecnologie elettriche, un processo che richiede investimenti significativi e competenze diverse rispetto al passato.

Cosa aspettarsi dal 2026

L’anno che sta per iniziare si preannuncia altrettanto complesso. Tra le novità principali previste ci sono il lancio commerciale della Ferrari Amalfi, la nuova generazione della Volkswagen T-Roc e la coppia di elettriche giapponesi Suzuki e Vitara – Toyota Urban Cruiser.

Il nuovo CEO di Stellantis, Antonio Filosa, dovrebbe presentare un aggiornamento del piano industriale nel primo trimestre del 2026, chiarendo quale sarà il futuro degli stabilimenti italiani e la strategia del gruppo verso l’elettrificazione.

La sfida più grande resta quella di trovare un equilibrio sostenibile tra gli obiettivi ambientali europei, le esigenze dei consumatori e la tutela dell’occupazione in un settore che impiega centinaia di migliaia di lavoratori solo in Italia.

Un anno da dimenticare o da ricordare?

Il 2025 dell’automotive passerà alla storia come un anno di transizione dolorosa. Le difficoltà sono state evidenti: vendite in calo, produzione ai minimi storici, tensioni sociali e cambi ai vertici che hanno destabilizzato i principali gruppi.

Eppure, tra le pieghe della crisi, si intravedono segnali di cambiamento. I nuovi modelli lanciati dimostrano che l’innovazione non si è fermata. La nomina di manager con esperienza e visione strategica in Stellantis lascia sperare in un rilancio. L’adattamento verso soluzioni ibride indica una maggiore attenzione alle reali esigenze del mercato.

Il settore automobilistico sta attraversando la più grande trasformazione della sua storia. Il 2025 è stato l’anno in cui questa trasformazione ha mostrato il suo volto più duro, ma anche quello in cui si sono gettate le basi per affrontare le sfide dei prossimi anni con maggiore consapevolezza.

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