Bollo auto, nuove regole per pagamenti e scadenze: cosa cambia e da quando
Bollo auto, approvata la riforma: dal 2028 scadenze legate al mese di immatricolazione, tassa dovuta anche con fermo amministrativo. Cosa cambia e da quando.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 5 agosto la miniriforma del bollo auto dentro il decreto legislativo sui tributi regionali e sul federalismo fiscale. Tariffe, criteri di calcolo ed esenzioni restano invariati: cambiano scadenze, procedure e riscossione. La gran parte delle novità scatterà dal 1° gennaio 2028, con un anticipo al 2027 per il noleggio a lungo termine. Ecco tutte le nuove regole, punto per punto.
Dopo anni di annunci, la riforma del bollo auto è realtà — o quasi. Il 5 agosto 2026 il Governo ha approvato in via definitiva la miniriforma della tassa automobilistica, inserita nel decreto legislativo in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale. Il testo attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e alcuni dettagli andranno verificati nella versione finale, ma il perimetro è chiaro. La premessa che interessa a tutti: nessun aumento. Tariffe, criteri di calcolo (potenza in kW, classe ambientale, tariffe regionali), esenzioni — comprese quelle per le auto elettriche — e superbollo restano esattamente come sono.
La novità principale: il bollo segue il mese di immatricolazione
Il cuore della riforma riguarda il calendario. Dal 1° gennaio 2028 viene superato il meccanismo delle scadenze fisse di aprile, agosto e dicembre per le auto oltre i 35 kW: per i veicoli di nuova immatricolazione, il primo bollo avrà sempre durata di 12 mesi a partire dal mese di immatricolazione. Il primo pagamento andrà effettuato entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione; negli anni seguenti, la scadenza sarà fissata all'ultimo giorno del mese di immatricolazione. In pratica, il sistema già in vigore in Piemonte e Lombardia diventa la regola nazionale.
Attenzione al punto che eviterà molte confusioni: per le auto già circolanti non cambia nulla, la periodicità già maturata resta quella attuale. Le Regioni avranno inoltre la facoltà di introdurre un pagamento quadrimestrale per alcune tipologie di veicoli, ancora da individuare.
Fermo amministrativo: il bollo si paga comunque
La modifica più discussa riguarda i veicoli con le cosiddette ganasce fiscali. Con le nuove regole, la tassa automobilistica sarà dovuta anche in caso di fermo amministrativo di natura fiscale disposto dall'agente della riscossione: il bollo continuerà a maturare anche nel periodo in cui il mezzo non può circolare. Fin qui, in molti casi, il fermo aveva rappresentato una causa di esonero: dal 2028 non sarà più così.
Usato in concessionaria: sospensione solo con trascrizione al PRA entro 60 giorni
Novità anche per i commercianti di veicoli usati. La sospensione d'imposta per i mezzi destinati alla rivendita — il meccanismo che congela il bollo finché l'auto è in giacenza dal rivenditore — sarà possibile solo se il passaggio di proprietà viene trascritto al PRA entro 60 giorni dalla cessione. E alla rivendita, il nuovo proprietario dovrà versare la quota necessaria a riallineare la scadenza al mese della prima immatricolazione, in coerenza col nuovo sistema.
Noleggio a lungo termine: si parte già dal 2027
L'unica parte della riforma con decorrenza anticipata riguarda il noleggio senza conducente. Dal 1° gennaio 2027 i contratti di locazione a lungo termine dovranno essere annotati anche al PRA gestito dall'ACI, con i dati provenienti dall'Archivio nazionale veicoli della Motorizzazione; l'obbligo riguarderà anche i contratti stipulati prima di quella data se prorogati o rinnovati dopo il 31 dicembre 2026, o se la consegna del veicolo avviene dal 2027. Cambia anche il criterio territoriale: per stabilire a quale Regione va il bollo di un'auto a noleggio non conterà più la sede legale della società, ma il luogo in cui si svolge l'attività ordinaria e prevalente.
Rimborsi automatici e ANTA: la macchina dietro le quinte
Due novità di sistema completano il quadro. La prima farà piacere a chi ha sbagliato destinatario: in caso di versamento a una Regione sbagliata, non sarà più il proprietario a dover chiedere il rimborso e ripagare, ma saranno direttamente gli enti territoriali a trasferire le somme alla Regione competente. La seconda è la nascita definitiva dell'ANTA, l'Archivio Nazionale delle Tasse Automobilistiche gestito dal PRA: finora "transitorio", diventerà lo strumento stabile di integrazione e coordinamento informatico tra l'archivio nazionale e quelli dei singoli enti impositori, la spina dorsale dei controlli incrociati sui pagamenti.
Il calendario delle novità
Novità | Da quando |
|---|---|
Annotazione al PRA dei contratti di noleggio a lungo termine; bollo alla Regione dell'attività prevalente | 1° gennaio 2027 |
Primo bollo di 12 mesi dal mese di immatricolazione; scadenze annuali sul mese di immatricolazione | 1° gennaio 2028 |
Bollo dovuto anche con fermo amministrativo fiscale | 1° gennaio 2028 |
Sospensione d'imposta rivenditori solo con trascrizione al PRA entro 60 giorni | 1° gennaio 2028 |
Rimborsi tra Regioni gestiti dagli enti; possibilità di bollo quadrimestrale regionale | 1° gennaio 2028 |
Nessuna di queste regole tocca il portafoglio nel 2026 e nel 2027 per chi ha un'auto già in circolazione: fino ad allora — e comunque per i veicoli già immatricolati anche dopo — valgono le scadenze attuali. Resta un'ultima avvertenza: fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il testo non è definitivo, e su alcuni dettagli applicativi torneremo con la versione finale del decreto.

