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Cambiare auto a settembre 2026: cosa conviene fare ora che il bonus elettriche è finito

Cambio auto dopo l'estate 2026: incentivi ancora disponibili, nuovi modelli in arrivo e consigli pratici per scegliere senza sbagliare a settembre.

di Betty Barletta · 29 agosto 2026

7 min di lettura

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Il primo rientro senza contributi statali per le elettriche dei privati: cosa resta davvero sul piatto, come leggere le promozioni dei concessionari e perché tre giorni a Torino valgono più di dieci preventivi online.

Settembre riporta i preventivi sul tavolo della cucina. Finite le ferie, ricominciano i conti: quanto vale l'usato in garage, quanto costa la rata, se conviene firmare adesso o aspettare. Quest'anno però chi entra in concessionaria trova una regola in meno, ed è quella che negli ultimi due anni ha spostato più contratti di qualsiasi campagna pubblicitaria.

Il bonus PNRR per le auto elettriche, quello che arrivava fino a 11.000 euro per chi aveva un ISEE sotto i 30.000 euro e rottamava una vecchia vettura, ha chiuso i battenti il 30 giugno 2026. Nessuna riapertura annunciata. Chi compra oggi una BEV come privato non ha alcun contributo statale dedicato, e il mercato lo ha capito in fretta: a luglio la quota di immatricolazioni elettriche è scesa dal 10,2% al 5,9%, mentre il totale del mercato cresceva del 3,9% (i dati ANFIA di luglio). Tradotto: gli italiani continuano a comprare, ma hanno smesso di comprare elettrico.

Da qui parte ogni ragionamento sensato su un cambio auto a settembre.

Cosa resta davvero disponibile

La lista è corta e vale la pena impararla a memoria prima di sentirsi raccontare altro in salone.

Il retrofit a GPL e metano è la misura più solida rimasta in piedi. Il DPCM del 10 giugno 2026 riconosce 400 euro per la conversione a GPL e 800 euro per quella a metano sulle autovetture M1, con sconto applicato direttamente in fattura dall'officina autorizzata. Non serve rottamare niente: si interviene sull'auto che hai già. La misura resta operativa fino al 31 marzo 2030, salvo esaurimento delle risorse annuali.

Per le ibride plug-in il canale teorico resta l'Ecobonus ordinario del MIMIT, con tetto di prezzo intorno ai 45.000 euro IVA esclusa. Sulla carta esiste, nei fatti la piattaforma mostrava già forti segnali di esaurimento nella prima parte dell'anno. Prima di innamorarti di una PHEV, chiedi al concessionario di verificare il fondo in tempo reale, non a memoria. Il quadro completo, misura per misura, lo trovi nella guida agli incentivi auto 2026.

Sul fronte delle novità annunciate, il decreto automotive da 1,343 miliardi sbloccato a maggio guarda soprattutto all'industria e ai veicoli commerciali. Contiene anche una sperimentazione di noleggio sociale a lungo termine per i redditi bassi, che vale la pena tenere d'occhio in autunno. L'ufficio stampa del Ministero, però, ha già smentito il ritorno di bonus generalizzati per le auto private: costruire il proprio acquisto sull'attesa di un nuovo ecobonus significa, oggi, scommettere.

Restano poi i bandi regionali e comunali, spesso rivolti a imprese o legati alla rottamazione, e le agevolazioni sul bollo per i veicoli a basse emissioni, che cambiano da regione a regione. Vanno verificati sul sito della tua Regione, non sul volantino del concessionario.

Il vero sconto oggi lo decide il concessionario

Con il bonus statale fuori gioco, la leva si è spostata sulle campagne dei costruttori, che in diversi casi coprono cifre superiori ai vecchi ecobonus, soprattutto sulle elettriche in fase di rinnovo di gamma. Il rischio, per chi compra, è confrontare numeri che non sono confrontabili.

Chiedi sempre quattro cifre separate, scritte:

  • lo sconto secco sul prezzo di listino, al netto di qualsiasi vincolo;
  • il valore riconosciuto alla tua permuta, chiesto anche a un rivenditore terzo per avere un metro di paragone;
  • il TAEG del finanziamento, non solo la rata mensile, con l'importo totale dovuto;
  • l'eventuale valore futuro garantito e i chilometri annui che lo sostengono.

Una promozione che regala 4.000 euro di sconto e li recupera con un TAEG al 9% e una permuta sottovalutata di 1.500 euro non è un affare. Il costo vero è la somma, e la somma va letta sul contratto.

Tre giorni a Torino per provarle tutte senza firmare niente

Dall'11 al 13 settembre il centro di Torino ospita la terza edizione del Salone Auto Torino, dalle 9 alle 19, con oltre 40 marchi attesi tra piazza Castello e i Giardini dei Musei Reali. Ingresso gratuito, senza biglietto e senza registrazione. I test drive si prenotano ai Giardini Reali, in corso San Maurizio, e si guidano su strada aperta con gli istruttori delle Case.

Per chi deve cambiare auto è l'occasione più concreta dell'autunno: in mezza giornata sali su modelli di marchi diversi che altrimenti richiederebbero cinque appuntamenti in cinque concessionarie, e soprattutto li provi senza avere un venditore che aspetta la firma alla fine del giro. Il 12 settembre il Supercar Meeting porta in città vetture da tutta Italia, mentre il 10 al Teatro Regio si tiene bTOb, la giornata riservata agli operatori del settore. Il programma completo è sul sito della manifestazione.

Un consiglio pratico: porta con te il libretto della tua auto attuale. Diversi brand allestiscono desk commerciali e una valutazione fatta in quei tre giorni, con i concorrenti a cento metri di distanza, tende a essere più generosa di quella che otterresti in salone a novembre.

L'usato non è il piano B

Il mercato delle auto usate ha chiuso giugno a +3,7%, ma i passaggi di proprietà reali sono in calo nel semestre (i dati UNRAE): significa che una parte della crescita arriva dai passaggi di minivoltura tra operatori, non da famiglie che comprano. Per te si traduce in più offerta esposta e margini di trattativa reali, soprattutto sulle vetture con due o tre anni e chilometraggio contenuto.

Prima di chiudere, chiedi lo storico tagliandi certificato, verifica la coerenza dei chilometri sul portale dell'Automobilista e controlla se il veicolo ha già beneficiato di un ecobonus, perché in quel caso può esserci un vincolo di rivendita che ricade sul venditore. Su un'ibrida o un'elettrica usata, fai fare il certificato di stato di salute della batteria: senza quel foglio stai comprando alla cieca la componente più costosa dell'auto.

I costi che decidono l'affare dopo la firma

Il prezzo d'acquisto racconta metà della storia. La benzina viaggia intorno ai 2,02 euro al litro e su 15.000 chilometri l'anno la differenza tra un'ibrida che fa 20 km/l e un diesel che ne fa 17 supera i 200 euro l'anno. Aggiungi bollo, assicurazione ricalcolata sulla nuova classe di potenza, revisione e, se passi all'elettrico, il costo del punto di ricarica domestico e l'eventuale aumento di potenza del contatore.

Chi percorre pochi chilometri urbani ha spesso più convenienza in una conversione a GPL da 400 euro di contributo che in un cambio auto da 25.000. Vale la pena fare il conto prima, non dopo.

La burocrazia da mettere in conto

Il passaggio di proprietà, la radiazione del veicolo rottamato, il subentro della polizza e la scadenza della prossima revisione si sistemano quasi sempre tramite il concessionario. Controlla comunque tu, a distanza di qualche settimana, che il PRA registri il trasferimento e che la vecchia targa risulti effettivamente demolita: le multe che arrivano un anno dopo su un'auto che credevi radiata partono quasi sempre da lì.

Domande frequenti

Ci sono ancora incentivi statali per comprare un'auto a settembre 2026?

Non per le autovetture elettriche o ibride acquistate da privati. Il bonus PNRR si è chiuso il 30 giugno 2026 e non è stato sostituito. Resta attivo il contributo per il retrofit a GPL e metano, mentre l'Ecobonus ordinario per le plug-in va verificato caso per caso perché i fondi risultano in larga parte esauriti.

Quanto vale il bonus per la conversione a GPL o metano?

Sono 400 euro per il GPL e 800 euro per il metano, applicati come sconto in fattura dall'officina autorizzata sulle autovetture di categoria M1. Non serve rottamare nulla e la misura resta operativa fino al 31 marzo 2030, salvo esaurimento dei fondi.

Conviene aspettare che tornino gli incentivi?

Il Ministero ha smentito il ritorno di bonus generalizzati per le auto private e ha spostato le risorse su industria, veicoli commerciali e categoria L. Rimandare l'acquisto in attesa di una misura non annunciata significa restare fermi a tempo indeterminato, mentre le promozioni dei costruttori sono disponibili adesso.

Serve andare al Salone Auto Torino se devo solo comprare un'utilitaria?

Sì, ed è gratis. Tre giorni di test drive su strada aperta con oltre 40 marchi presenti ti permettono di scartare in poche ore i modelli che non ti convincono al volante, che è la selezione più difficile da fare leggendo schede tecniche.

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