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Chery supera i 20 milioni di veicoli venduti nel mondo in 29 anni

Il Gruppo Chery supera i 20 milioni di veicoli venduti in 29 anni: export record, +212% in Europa nel primo semestre 2026 e un cliente su tre fuori dalla Cina.

di Redazione Auto361 · 6 agosto 2026

3 min di lettura

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A luglio 2026 le vendite globali cumulative del gruppo di Wuhu hanno superato quota 20 milioni: la ventimilionesima vettura, una nuova Fulwin elettrica ad autonomia estesa, è stata consegnata lo stesso giorno. Un cliente su tre vive fuori dalla Cina, e in Europa le vendite del primo semestre sono cresciute del 212%.

A luglio 2026 le vendite globali cumulative del Gruppo Chery hanno ufficialmente superato quota 20 milioni di unità, a 29 anni dalla fondazione dell'azienda di Wuhu. Lo stesso giorno la vettura numero 20 milioni - una nuova Fulwin, coupé elettrica ad autonomia estesa - è stata consegnata al cliente. Il traguardo consacra Chery tra i marchi automobilistici cinesi più globalizzati: un proprietario su tre vive fuori dalla Cina.

Il valore simbolico della Fulwin

La scelta della Fulwin come ventimilionesima unità non è casuale: la Fulwin originale fu la prima vettura costruita da Chery e il primo modello del marchio esportato all'estero. Oggi la gamma è stata completamente rinnovata come famiglia di veicoli intelligenti a nuova energia e rappresenta, secondo il costruttore, l'aggiornamento complessivo del sistema di prodotto e di qualità del gruppo, nel segno della filosofia "From China to the World".

I numeri del primo semestre 2026

La dimensione internazionale è il tratto distintivo del traguardo. Nel primo semestre 2026 il gruppo ha esportato 943.800 veicoli, in crescita del 71,5% sull'anno precedente, stabilendo per quattro mesi consecutivi il record mensile di export per un costruttore cinese: nel periodo, un veicolo Chery ha preso la via dell'estero ogni 17 secondi.

Il riconoscimento arriva anche dai mercati più regolamentati: tra gennaio e giugno 2026 il gruppo ha venduto 174.000 veicoli in Europa, in crescita di oltre il 212% anno su anno, e nel Regno Unito si è collocato per quattro mesi consecutivi tra i primi due marchi dell'intero mercato. Complessivamente i prodotti Chery sono venduti in oltre 130 Paesi e regioni, con circa 7 milioni di clienti esteri, pari al 35% del totale. Nella classifica Fortune China 500 del 2026, Chery è entrata per la prima volta come società quotata, all'87° posto, con il primo ROE del settore automotive.

Ventinove anni controcorrente

La storia raccontata dal traguardo parte dagli anni Novanta, quando Chery sfidò due convinzioni allora dominanti nell'industria cinese: che non ci fosse futuro senza joint venture con le multinazionali e che la ricerca e sviluppo indipendente fosse impossibile sotto il milione di unità. La scelta del marchio e della R&S autonomi la portò a diventare il primo costruttore cinese a padroneggiare le tecnologie chiave dei "tre componenti principali" (motore, cambio e telaio) e, nell'agosto 2007, il primo marchio cinese a raggiungere un milione di vendite cumulative, prima di superare le soglie dei 2, 3, 5 e infine 20 milioni nel luglio 2026.

Oggi il portafoglio tecnologico del gruppo conta oltre 400 tecnologie avanzate - tra cui la batteria Rhino, un grande modello AI per la guida intelligente, le tecnologie di cockpit intelligente e il sistema super ibrido CSH (Chery Super Hybrid) - e la presenza industriale copre l'intera filiera della mobilità, dalla produzione di veicoli completi e componenti chiave ai servizi finanziari automotive, fino allo sviluppo di soluzioni di robotica a intelligenza incarnata.

Dall'export al radicamento locale

Sulla base dell'export di prodotto, Chery sta accelerando il passaggio a una crescita guidata dal valore e dal radicamento nei mercati. Un esempio recente: il 3 luglio 2026, a Pretoria, il gruppo ha annunciato la riqualificazione dello stabilimento di Rosslyn, in Sudafrica, con il mantenimento di tutti i 692 dipendenti e la creazione di quasi 3.000 posti di lavoro nell'indotto. Il gruppo conta oggi 150.000 dipendenti nel mondo, di cui oltre 20.000 all'estero.

Sul piano ESG, Chery collabora con la IUCN a progetti di conservazione in Spagna, Malesia e Sudafrica e, come partner globale dell'UNICEF dal 2023, ha destinato donazioni cumulative per 12 milioni di dollari a programmi educativi. In vista del trentesimo anniversario, nel 2027, il gruppo dichiara l'ambizione di evolvere da costruttore di automobili a ecosistema tecnologico.

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