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Chery debutta in Italia con la Tiggo 9, SUV plug-in a sette posti

Chery Tiggo 9, SUV plug-in a sette posti: 4,81 metri, fino a 2.065 litri di carico, 140 km in elettrico dichiarati e V2L da 6,6 kW. Prezzo non comunicato

di Bruno Bellini · 30 luglio 2026

8 min di lettura · Fotogallery (8 foto)

Il marchio cinese si presenta sul mercato italiano con la sua ammiraglia: 4,81 metri, abitacolo modulare cinque più due, powertrain ibrido ricaricabile Chery Super Hybrid con 140 chilometri dichiarati in elettrico nel ciclo urbano e funzione di alimentazione esterna da 6,6 kW. Listino e tempi di commercializzazione non sono ancora stati comunicati.

Sarà la Tiggo 9 il modello con cui Chery si affaccia sul mercato italiano. Il SUV, presentato a Milano il 29 luglio, è l’ammiraglia della gamma e viene proposto nella versione plug-in hybrid CSH, sigla che sta per Chery Super Hybrid.

La configurazione è quella di un sette posti su tre file, con schema cinque più due e una modularità che il costruttore indica come argomento principale del progetto. Intorno a questo ruota il posizionamento dichiarato del marchio, riassunto nella formula “For Family” e articolato su tre valori: spazio, sicurezza e tecnologia.

Il quadro tecnico diffuso finora è però parziale. Chery ha comunicato dimensioni, dotazione, capacità di carico e i dati dichiarati di consumo e autonomia, ma non la potenza del sistema ibrido, non la capacità della batteria, non il listino italiano e non la data di arrivo nelle concessionarie. Quello che segue si limita ai dati ufficiali disponibili.

Le misure e la logica del cinque più due

La Tiggo 9 misura 4.810 millimetri di lunghezza e 1.925 di larghezza, con un passo di 2.800 millimetri. Chery dichiara un tasso di sfruttamento dello spazio interno del 70,04%: è un parametro proprietario e non normalizzato, che non consente confronti diretti con la concorrenza, ma segnala dove il progetto ha concentrato gli investimenti.

La seconda fila scorre su guide da 260 millimetri e dispone della funzione EZE, che con un solo comando la fa avanzare elettricamente liberando l’accesso alla terza fila. È la soluzione che decide l’usabilità reale di un sette posti: la differenza tra una terza fila che si usa e una che resta ripiegata, in un SUV di questa lunghezza, sta quasi tutta nella facilità di accesso.

Il costruttore descrive la configurazione come pensata per passare dall’uso pendolare quotidiano al viaggio con tre generazioni a bordo, ipotesi d’uso che spiega anche la scelta di regolare elettricamente gli schienali della seconda fila.

Bagagliaio: fino a 2.065 litri con seconda e terza fila abbattute

Abbattendo elettricamente la seconda e la terza fila si ottiene un piano di carico piatto di 2,1 metri quadrati, per un volume dichiarato fino a 2.065 litri. Chery indica come riferimenti d’uso l’attrezzatura da campeggio, i passeggini e il trasporto di più valigie, e precisa che con la terza fila in uso resta comunque spazio disponibile per i bagagli, senza però quantificarlo.

Il valore del piano piatto è più significativo del volume in sé. Su un SUV familiare la capacità dichiarata conta meno della regolarità della superficie di carico, perché è quella a determinare se un oggetto lungo e rigido entra o non entra.

Completano il quadro oltre trenta vani portaoggetti distribuiti nell’abitacolo e un bracciolo con funzione refrigerante e riscaldante, pensato per mantenere in temperatura le bevande.

Sedili, massaggio e Queen Seat: il capitolo comfort

Il sedile del conducente offre otto regolazioni elettriche e un sistema di massaggio a dieci punti, per il quale Chery dichiara una pressione superiore di oltre il 30% rispetto ai sistemi tradizionali a otto punti, con azione mirata su spalle, collo e zona lombare.

Il posto del passeggero anteriore è quello che il costruttore definisce Queen Seat: si reclina con un solo comando in posizione di scarico, descritta come zero gravity. Tutti i sedili adottano imbottiture multistrato con disegno avvolgente.

Sono dotazioni che sui SUV familiari di fascia media restano di norma confinate agli allestimenti superiori, quando ci sono. Su una vettura destinata a viaggi lunghi con l’abitacolo pieno hanno un valore d’uso concreto, non decorativo.

Silenziosità: vetri stratificati, cancellazione attiva e quattordici sigillature

Sul comfort acustico la Tiggo 9 combina tre interventi: vetri stratificati fonoassorbenti, cancellazione attiva del rumore ENC e quattordici sigillature delle cavità della scocca.

L’ultimo punto è quello tecnicamente più interessante, perché la sigillatura delle cavità agisce sulla propagazione strutturale del rumore, non sul solo isolamento dell’abitacolo. È un intervento che si fa in fase di progettazione della carrozzeria e non si può aggiungere dopo.

L’impianto audio è un Sony a quattordici altoparlanti, con uno speaker integrato nel poggiatesta del guidatore che consente di gestire telefonate o ascolto privato senza coinvolgere gli altri passeggeri. Su un sette posti, dove il conflitto sonoro tra le file è un problema quotidiano, è una soluzione con una ricaduta pratica immediata.

Scocca, dieci airbag e guida assistita di livello 2+

Chery dichiara per la Tiggo 9 uno sviluppo secondo i principali standard di sicurezza globali e una struttura di carrozzeria a cupola ad alta resistenza: la scocca è composta all’85% da acciai alto-resistenziali, di cui il 21% stampati a caldo, a protezione della cella abitacolo. Il disegno multi-crush box assorbe e disperde l’energia in caso di collisione.

La dotazione di serie comprende dieci airbag e un sistema di assistenza alla guida di livello 2+ con un massimo di diciannove funzioni, affiancato dal monitoraggio dello stato del conducente con segnalazioni tempestive. Il costruttore inquadra questa impostazione nel principio che definisce democratizzazione della sicurezza, cioè dotazioni complete di serie anziché a pagamento.

La percentuale di acciai alto-resistenziali e il numero di airbag sono dati di scheda, non risultati. La verifica indipendente arriverà da un crash test Euro NCAP sulla versione destinata al mercato europeo: è il riscontro da attendere, perché lo sviluppo secondo standard globali e un punteggio a cinque stelle sono due cose distinte.

Il powertrain Chery Super Hybrid e la funzione V2L da 6,6 kW

La versione CSH adotta un motore termico dedicato all’ibrido abbinato alla trasmissione elettrificata 3DHT. I dati dichiarati sono consumi fino a 1,7 litri per 100 chilometri, 140 chilometri di autonomia in modalità esclusivamente elettrica nell’uso urbano e fino a 1.050 chilometri di percorrenza combinata.

Va precisato come vanno letti quei numeri. Il ciclo di omologazione delle ibride ricaricabili parte con la batteria carica e attribuisce un peso rilevante alla percorrenza elettrica: il consumo dichiarato è quindi matematicamente corretto ma raggiungibile soltanto da chi ricarica con regolarità. Chi collega la vettura ogni notte e percorre tragitti quotidiani contenuti può muoversi quasi sempre in elettrico e avvicinarsi al dato di targa; chi non ricarica si ritrova a trasportare una batteria scarica, con consumi ben distanti dalla brochure. Vale per la Tiggo 9 come per qualsiasi plug-in.

Va inoltre tenuto presente che i 140 chilometri dichiarati si riferiscono al ciclo urbano. Il valore nel ciclo combinato WLTP, che è quello con cui si confrontano i modelli sul mercato europeo, non è stato comunicato.

Sulle batterie il costruttore dichiara una validazione condotta in nove regioni del mondo e quarantaquattro Paesi, con temperature comprese fra 35 gradi sotto zero e 60 sopra.

Completa il quadro la funzione vehicle-to-load da 6,6 kW, che permette di alimentare all’aperto apparecchi ad alto assorbimento: piastre a induzione, macchine per il caffè espresso, proiettori, attrezzatura fotografica. È una potenza che consente un uso reale e non simbolico, e su una vettura orientata alla famiglia e alle attività all’aria aperta rappresenta uno degli argomenti di vendita più solidi dell’intera scheda.

Protezione della batteria e sicurezza dei bambini a bordo

Sulla versione ibrida, un sistema di protezione della batteria denominato Guardian interrompe l’alimentazione elettrica in pochi millisecondi in caso di urto. Chery dichiara di averlo collaudato in condizioni estreme, dal gelo intenso all’alta umidità fino ai fondi accidentati.

Gli attacchi ISOFIX sono di serie e integrano una funzione di allerta: se il sistema rileva la presenza di un bambino o di un animale rimasto a bordo, invia una notifica al proprietario attraverso l’applicazione dedicata. È il tipo di dotazione che negli ultimi anni è diventata rilevante anche sul piano normativo, e trovarla di serie su un sette posti ha un senso evidente.

Quello che Chery non ha ancora comunicato

Per completezza, i dati assenti dalla documentazione ufficiale sono quattro, e sono tutti determinanti per una valutazione d’acquisto.

Il primo è la potenza del sistema ibrido, espressa in kilowatt: è il valore che determina, oltre alle prestazioni, l’eventuale esposizione all’addizionale erariale sulla tassa automobilistica. Il secondo è la capacità della batteria, insieme ai tempi e alle modalità di ricarica. Il terzo è l’autonomia elettrica nel ciclo combinato WLTP. Il quarto è il listino italiano, accompagnato dalla struttura degli allestimenti, dalle condizioni di garanzia e dai tempi di arrivo nelle concessionarie.

Su questi punti l’articolo verrà aggiornato alla comunicazione ufficiale.

In sostanza

La Tiggo 9 si presenta con una scheda coerente rispetto al pubblico a cui dichiara di rivolgersi. Lo spazio e la modularità sono l’argomento centrale, con una terza fila resa accessibile da uno scorrimento elettrico della seconda e un piano di carico piatto quando le sedute posteriori sono abbattute. La dotazione di sicurezza è completa di serie, il comfort acustico è affrontato in fase progettuale e non solo con materiali di rivestimento, e la funzione di alimentazione esterna da 6,6 kW aggiunge un uso concreto che poche concorrenti offrono.

Il giudizio, però, resta sospeso su due voci: il prezzo e la potenza. La prima decide se la proposta è competitiva, la seconda quanto costerà tenerla in garage ogni anno. Fino a quel momento si può valutare l’impostazione del progetto, non il suo valore.

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