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Citroën Saxo VTS compie 30 anni: 120 CV, 935 kg e il go-kart che lanciò Sébastien Loeb. La storia della piccola sportiva che non ha mai pensato in piccolo

6 Maggio 2026di Marco Mattei3 min di lettura
Citroën Saxo VTS compie 30 anni: 120 CV, 935 kg e la scuola di Loeb

Trent’anni fa, Citroën lasciò un segno indelebile nel mondo delle compatte sportive con la Saxo VTS. Un motore 1.6 16V da 120 CV, un peso di appena 935 kg, una velocità massima di 205 km/h e un telaio che su strade tortuose teneva testa a vetture ben più grandi e potenti. Non era una city car con un badge sportivo: era un vero go-kart per la strada. A trent’anni di distanza, Citroën celebra il modello che ha incarnato lo spirito della marca e che nel 2001 portò Sébastien Loeb al titolo mondiale Junior WRC.

Dalla AX GTi alla Saxo VTS: il body kit disegnato da un giovane Gilles Vidal

Le radici della Saxo VTS affondano nella Citroën AX del 1986, le cui versioni Sport e GTi si imposero per maneggevolezza e rapporto peso/potenza. La Saxo debutta nel 1996 come erede della AX. Le linee generali sono opera del designer italiano Donato Coco, ma la versione sportiva viene affidata a un giovane designer al suo primo incarico: Gilles Vidal – lo stesso che sarebbe diventato il responsabile del design Peugeot e oggi direttore del design Renault. Il suo body kit della VTS – passaruota allargati, minigonne integrate, paraurti più pronunciati – è un lavoro di precisione che dona alla piccola Citroën un aspetto discretamente aggressivo.

120 CV a 6.600 giri, 935 kg e un telaio da manuale

Il motore TU5J4 eroga 120 CV a 6.600 giri/min con limitatore a 7.300. Abbinato a un cambio manuale a 5 marce con rapporto finale più corto e a un peso di 935 kg, la VTS scatta da 0 a 100 in meno di 8,5 secondi e tocca i 205 km/h. Ma è il telaio a fare la differenza: avantreno preciso, servosterzo calibrato e un retrotreno vivace che reagisce appena il guidatore sollecita l’auto. Freni anteriori autoventilanti completano il quadro di una sportiva pensata per il piacere di guida puro.

L’evoluzione non si fermò: nel 1997 la gamma si ampliò con motori più accessibili (1.6 da 90 e 100 CV, 1.4 da 75 CV), nel 1999 il restyling portò fari a mandorla e cofano bombato. Produzione fino al giugno 2003 ad Aulnay-sous-Bois, prima di lasciare il posto alla C2.

La scuola di guida che lanciò Loeb: Saxo Cup, Challenge, Rallycross e Glace

Citroën Sport costruì attorno alla Saxo un vero ecosistema agonistico: Saxo Cup, Saxo Challenge, Saxo Rallycross e Saxo Glace. Regolamenti specifici che imponevano il motore di serie – a dimostrazione di quanto il telaio fosse già un’arma vincente. Una palestra che formò un’intera generazione di piloti: Patrick Henry, Yoann Bonato, Marc Amourette, Pierre Llorach. E soprattutto, nel 2001, Sébastien Loeb e Daniel Elena conquistarono il titolo mondiale Junior WRC al volante di una Saxo Super 1600. Il pilota che sarebbe diventato il più vincente nella storia del WRC mosse i primi passi proprio qui.

Oggi: modello da collezione che corre ancora nei rally regionali

A trent’anni dal debutto, la Saxo VTS è diventata un modello da collezione. Gli esemplari in buone condizioni sono sempre più rari e gli appassionati non esitano a percorrere lunghe distanze per trovarne uno. Ma il nome Saxo VTS compare ancora nelle liste di partenza di numerosi rally regionali – testimonianza di una longevità sportiva straordinaria. Come dice Citroën: “La storia di una piccola vettura che non ha mai pensato in piccolo”.