Federauto: mercato auto marzo 2025 cresce del 6,2% trainato dal noleggio mentre i privati restano fermi

di 2 Aprile 2025
vehicles parked inside elevated parking lot
Photo by Pixabay on Pexels.com

Il mercato automobilistico italiano registra un incremento delle immatricolazioni a marzo, con il settore del noleggio che fa da traino mentre le famiglie rimangono caute. Boom dell’elettrico che cresce del 78% rispetto allo stesso mese del 2024, ma con acquisti concentrati soprattutto nel canale business.

I numeri di un mercato a due velocità

Secondo i dati comunicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a marzo 2025 sono state immatricolate 172.223 autovetture nuove, con un incremento del 6,2% rispetto alle 162.140 unità dello stesso mese del 2024. Un risultato che ridimensiona, seppur parzialmente, il negativo accumulato nei primi due mesi dell’anno.

L’analisi approfondita dei dati rivela però un mercato fortemente squilibrato. Come sottolinea Massimo Artusi, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto: «Con un contributo del 40% al totale dell’immatricolato di marzo, il noleggio tiene su il mercato delle autovetture nuove e spinge la crescita numerica delle vetture elettriche in attesa di chi vorrà utilizzarle».

È infatti il comparto del noleggio a lungo termine a sostenere il mercato con circa 67.000 immatricolazioni che rappresentano quasi il 40% del totale, registrando un incremento del 24,1% rispetto a marzo 2024. Da solo, il lungo termine rappresenta un quarto delle immatricolazioni complessive.

Famiglie in difficoltà e aziende penalizzate

Preoccupa fortemente la situazione del canale dei privati, che rimane sostanzialmente invariato rispetto a marzo 2024 (-0,25%), mentre a livello trimestrale segna un calo del 4,8%. I consumatori rappresentano il 47,2% del mercato di marzo e il 54,5% del primo trimestre, ma la loro attività di acquisto appare stagnante.

Secondo Artusi, questa situazione è dovuta a diversi fattori: «Continuano a destare preoccupazione il comportamento di acquisto da parte delle famiglie – probabilmente le più toccate dagli alti prezzi – il basso clima di fiducia e la notevole confusione generata dal dibattito europeo sulla transizione, ancora fortemente incentrato sulla elettrificazione forzata e poco propenso ad affrontare il futuro nei termini di una vera decarbonizzazione e neutralità tecnologica».

Altro dato preoccupante riguarda le immatricolazioni aziendali, in trend negativo, conseguenza della penalizzazione fiscale dell’auto come benefit introdotta dalla finanziaria 2024. Una situazione che, avverte Artusi, «sarà fattore di ulteriore invecchiamento del circolante».

Diesel e benzina in caduta, boom di elettriche e ibride

Sul fronte delle alimentazioni, i motori tradizionali continuano il loro declino. A marzo la benzina flette del 9,2% e il diesel crolla addirittura del 26,27%. Nel trimestre il trend negativo si accentua con cali rispettivamente del 15,71% e del 34,08%. Le quote di mercato si attestano, a livello annuale, su 26,7% per la benzina e 10,1% per il diesel.

In forte crescita invece l’elettrico, che a marzo segna un impressionante +78% rispetto al 2024, con un trend confermato anche nel trimestre (+75,2%), raggiungendo una quota di mercato del 5,2%. Analoga la situazione dell’ibrido che cresce del 22,41% a marzo e del 15,6% nel trimestre, conquistando una quota di mercato del 49,15% (48,78% nel trimestre).

Questi dati confermano la progressiva elettrificazione del parco auto italiano, anche se principalmente sostenuta dal canale business più che dai privati.

Incertezze normative a livello europeo

Il presidente di Federauto esprime anche preoccupazione per i segnali provenienti da Bruxelles: «È slittata nuovamente l’adozione da parte della Commissione UE della proposta di modifica al regolamento sulle emissioni di CO2 di auto e furgoni, che mira a dare ai costruttori più flessibilità sui target di taglio alle emissioni per evitare di incappare nelle multe al via dal 2025 per chi non si adegua».

Un tema particolarmente sensibile per i concessionari, esposti alle pressioni dei costruttori. «Nel mese di marzo il mercato ha beneficiato, insieme alle auto-immatricolazioni, della stampella del noleggio a lungo termine, ma non sempre potrà essere così», avverte Artusi.

Il fenomeno delle immatricolazioni di fine mese

Un dato curioso emerge dall’analisi: negli ultimi tre giorni di marzo 2025 è stato immatricolato il 27,38% del totale mercato. Questo fenomeno di concentrazione delle immatricolazioni a fine mese è indicativo delle strategie commerciali adottate per raggiungere gli obiettivi di vendita mensili.

Le auto-immatricolazioni, elaborate da Federauto su dati Dataforce, registrano invece un calo del 24,6% nel mese (rappresentando l’8,4% della quota di mercato) e del 14,2% nel trimestre (8,6% della quota di mercato).

Il settore dei veicoli commerciali in sofferenza

Non meno preoccupante è la situazione dei veicoli commerciali, che registrano un crollo del 16% rispetto allo stesso periodo del 2024, indistintamente dai canali di vendita. Un dato definito “avvilente” dal presidente di Federauto, che riflette le difficoltà del settore in un momento di transizione tecnologica e incertezza normativa.

La situazione complessiva del mercato auto italiano mostra quindi un quadro di luci e ombre: se da un lato la crescita numerica delle immatricolazioni e l’avanzata delle motorizzazioni elettrificate rappresentano segnali positivi, dall’altro la dipendenza dal canale del noleggio e la stagnazione degli acquisti da parte delle famiglie evidenziano fragilità strutturali che potrebbero condizionare l’andamento del mercato nei prossimi mesi.

Resta da vedere se i segnali positivi potranno consolidarsi nel secondo trimestre dell’anno, o se le criticità evidenziate continueranno a pesare sull’evoluzione del mercato automobilistico italiano.

Ultime notizie di Focus

Da non perdere!