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martedì 21 Aprile 2026
Formula 1

Formula 1 2026, Melbourne: la Mercedes detta legge, Ferrari insegue

8 Marzo 2026di Marco Mattei5 min di lettura
Russell (Depositphotos)
Russell (Depositphotos)

Il Mondiale 2026 di Formula 1 prende il via da Melbourne con una certezza e mille interrogativi. La certezza è che la Mercedes W17 è la monoposto più veloce del nuovo regolamento: George Russell vince il Gran Premio d’Australia dominando dall’inizio alla fine, con il compagno Kimi Antonelli a completare una doppietta che lancia le Frecce d’Argento in cima al Mondiale. La Ferrari raccoglie un podio con Leclerc e un quarto posto con Hamilton, ma il distacco dalla vetta preoccupa e non poco.

L’alba di una nuova era: il regolamento 2026 al banco di prova

Dopo mesi di attesa, le nuove monoposto della Formula 1 hanno finalmente debuttato in gara sul circuito dell’Albert Park. Il regolamento 2026 ha rivoluzionato le vetture sotto ogni aspetto: nuove power unit con una componente elettrica ancora più preponderante, aerodinamica ridisegnata e pneumatici completamente nuovi. Il risultato è una F1 che promette più sorpassi e più spettacolo, ma che ancora deve trovare il suo equilibrio competitivo.

Il weekend australiano ha messo in luce un divario significativo tra le varie scuderie. La Mercedes ha dimostrato di aver interpretato meglio di tutti il nuovo regolamento, con un vantaggio che in qualifica è arrivato a toccare gli otto decimi sul resto della concorrenza. Un gap enorme che ricorda i primi anni dell’era turbo-ibrida, quando le Frecce d’Argento dominavano incontrastati.

Le qualifiche: Russell imprendibile, Verstappen nella ghiaia

La sessione di qualifica ha fornito il primo verdetto ufficiale della stagione. Russell ha stampato un 1’18″518 che nessuno è riuscito ad avvicinare, con Antonelli secondo a tre decimi nonostante un incidente nelle prove libere del mattino che aveva messo a rischio la sua partecipazione.

La sorpresa è arrivata dalla Red Bull: non dal pluricampione Verstappen, eliminato clamorosamente al Q1 per un problema di bloccaggio al posteriore, bensì dal giovane Isack Hadjar, capace di piazzarsi in terza posizione al suo debutto con il team di Milton Keynes. Un esordio da sogno per il francese, che partirà dalla seconda fila.

La Ferrari ha piazzato Leclerc in quarta posizione e Hamilton in settima, pagando un distacco di oltre otto decimi che ha fatto alzare più di un sopracciglio nel box di Maranello. Fred Vasseur ha ammesso che il divario con la Mercedes sul fronte propulsore era atteso, ma la sensazione è che ci sia ancora molto margine di miglioramento.

La corsa: strategia, ritiri e il dominio delle Frecce d’Argento

La gara di domenica si è aperta con un colpo di scena pre-partenza: Piastri fuori ancor prima del semaforo verde per un incidente nel giro di ricognizione. Un duro colpo per la McLaren e per il pubblico di casa, privato del proprio beniamino. Anche Hulkenberg non ha preso il via per un problema elettrico all’Audi.

La partenza ha visto Leclerc scattare come un fulmine, scavalcando le due Mercedes e prendendo la testa della corsa. Il monegasco ha sfruttato la migliore trazione della Ferrari in uscita di curva, ingaggiando poi un duello mozzafiato con Russell nei giri successivi. I due si sono scambiati la posizione più volte, offrendo al pubblico uno spettacolo che ha ricordato le migliori battaglie della storia recente della F1.

La svolta è arrivata all’11° giro con il ritiro di Hadjar e la conseguente Virtual Safety Car. La Mercedes ha colto l’occasione per fermare entrambe le vetture, mentre la Ferrari ha scelto di restare in pista. Una decisione che si è rivelata perdente quando, pochi giri dopo, il ritiro di Bottas ha causato la chiusura della pit lane, impedendo alle Rosse di effettuare la sosta al momento giusto.

La Ferrari ci ha provato: Leclerc terzo, Hamilton quarto

Nonostante la strategia non ottimale, la Ferrari ha tenuto duro. Leclerc ha condotto la gara per diversi giri e anche dopo il sorpasso di Russell ha continuato a lottare, chiudendo sul gradino più basso del podio. Hamilton, dal canto suo, ha dovuto fare i conti con un settimo posto in qualifica e ha rimontato fino alla quarta posizione, non senza qualche lamentela via radio sulla strategia del team.

Il sette volte campione del mondo ha espresso a fine gara una valutazione realistica della situazione. La Ferrari c’è, ha potenziale, ma manca potenza rispetto alla Mercedes. Un divario che dovrà essere colmato nei prossimi aggiornamenti per poter lottare seriamente per il titolo.

Verstappen dalla ventesima alla sesta posizione: la rimonta silenziosa

Nella sezione meno illuminata della classifica si è consumata la rimonta di Verstappen. Partito ultimo dopo il disastro in qualifica, l’olandese ha risalito posizione dopo posizione, chiudendo in sesta piazza. Un risultato che limita i danni in classifica ma che non cancella le preoccupazioni per una Red Bull apparsa in difficoltà con il nuovo regolamento. Significative le parole del campione dopo il traguardo: poche emozioni e la consapevolezza che servirà molto lavoro.

I giovani protagonisti e le delusioni

Melbourne ha consacrato la classe dei giovani talenti. Oltre ad Antonelli, già citato come protagonista della doppietta Mercedes, si è messo in mostra il debuttante Arvid Lindblad della Racing Bulls, capace di chiudere in ottava posizione con sorpassi e difese da veterano. Bene anche Bearman con la Haas, a punti, e Bortoleto con l’Audi nonostante i problemi tecnici.

Le delusioni arrivano principalmente da Aston Martin, con Alonso ritirato per problemi di affidabilità, e dalla Williams, con Sainz rimasto ai box per danni alla vettura. La Cadillac, al suo debutto in Formula 1, ha completato la gara con il solo Perez, mentre Bottas è stato costretto al ritiro. Segnali contrastanti per il team americano, che ha ancora molto da imparare.

Cosa aspettarsi dal prosieguo della stagione

Il verdetto di Melbourne è pesante ma non definitivo. La storia della Formula 1 insegna che i valori in campo nelle prime gare possono cambiare rapidamente con gli sviluppi aerodinamici e meccanici. La Mercedes parte con un vantaggio netto, ma Ferrari e McLaren hanno le risorse e il talento per reagire.

Il Mondiale 2026 promette di essere una stagione di transizione e apprendimento per tutti, con il nuovo regolamento che offre margini di interpretazione ancora inesplorati. Una cosa è certa: la Formula 1 è tornata e lo spettacolo non mancherà. Il prossimo Gran Premio sarà un nuovo banco di prova per confermare o ribaltare le gerarchie viste in Australia.