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lunedì 20 Aprile 2026
Focus

Frana in Molise, A14 chiusa e Italia divisa in due: cosa cambia per chi viaggia in auto e quali percorsi alternativi

8 Aprile 2026di Redazione Auto3614 min di lettura
A14 chiusa per frana a Petacciato in Molise: cosa cambia per chi viaggia in auto, percorsi alternativi, code e tempi di ripristino. La guida per gli automobilisti.

La riattivazione della frana storica di Petacciato nel Basso Molise ha prodotto una situazione senza precedenti per la viabilità italiana. Dal 7 aprile 2026 l’autostrada A14, la statale 16 Adriatica e la linea ferroviaria adriatica sono interrotte contemporaneamente, tagliando di fatto i collegamenti tra il Centro-Nord e il Meridione lungo la dorsale adriatica. Per chi viaggia in auto — soprattutto chi deve percorrere la tratta Puglia-Abruzzo o Puglia-Romagna — lo scenario è di totale paralisi sulla costa, con la necessità di riprogrammare i percorsi attraverso l’entroterra.

Lo stato dell’A14: dove è chiusa e le code

L’A14 Bologna-Taranto è chiusa in via precauzionale nei seguenti tratti: da Poggio Imperiale a Vasto sud in direzione Pescara e da Vasto sud a Termoli in direzione Bari. Sulla carreggiata autostradale si sono formate fratture che Autostrade per l’Italia sta ispezionando per verificarne l’entità. Il traffico è bloccato in entrambe le direzioni con code che hanno raggiunto i 13 chilometri verso nord e i 6 chilometri verso sud. Sono in corso interventi per assistere gli automobilisti rimasti bloccati.

Anche la statale 16 Adriatica è interrotta nel tratto corrispondente, così come la statale 87 a causa del crollo del ponte sul fiume Trigno avvenuto la settimana precedente per il maltempo. Di fatto, tutte le vie costiere e immediate tra Puglia settentrionale e Abruzzo meridionale sono impercorribili.

Perché la frana è così pericolosa: 4 chilometri di fronte attivo

Il fronte franoso di Petacciato si estende per circa 4 chilometri ed è considerato uno dei più grandi d’Europa. Il suolo è costituito da una massa argillosa che scivola su strati instabili, alimentata da una faglia profonda satura d’acqua. Il fenomeno era già noto: nel 2015 uno smottamento aveva spezzato l’asfalto dell’A14 con un dislivello di 15 centimetri. Da allora l’area è monitorata con un doppio sistema di sensori: uno sull’infrastruttura stradale e uno sul terreno. Proprio il sistema di allerta ha permesso di chiudere il tratto in via preventiva, evitando incidenti.

Il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano ha confermato che “la frana non è ferma, si sta muovendo” e che sono state evacuate circa 50 persone dal comune di Petacciato. Sulla ferrovia, i binari risultano deformati di circa 10 centimetri. Palazzo Chigi ha comunicato che il ripristino della viabilità e della rete ferroviaria sarà valutato solo al termine delle verifiche tecniche, poiché la frana è ancora attiva.

I percorsi alternativi per chi viaggia in auto

Per chi deve viaggiare tra Puglia e Abruzzo o più a nord, l’unica alternativa su gomma è deviare verso l’entroterra. I percorsi possibili passano per la A16 Napoli-Canosa e poi la A1/A25/A24 verso l’Abruzzo e il Centro Italia, oppure attraverso strade provinciali e regionali interne che però non sono dimensionate per il traffico pesante. I tempi di percorrenza si allungano considerevolmente: la Protezione Civile ha evidenziato che l’entroterra non dispone di viabilità capace di sopportare il carico dei mezzi pesanti.

Per i trasporti merci si sta valutando l’ipotesi del trasporto navale: caricare i camion sulle navi per aggirare il tratto interrotto. Una soluzione d’emergenza che richiede tempo per essere organizzata ma che eviterebbe di intasare le strade interne. Il costo aggiuntivo del carburante per le deviazioni, in un momento in cui il gasolio supera i 2 euro al litro, aggrava ulteriormente la situazione per autotrasportatori e automobilisti.

Tempi di ripristino: settimane o mesi

Non ci sono stime ottimistiche. Ciciliano ha parlato di “qualche settimana se non addirittura qualche mese” per il ripristino. Il presidente del Molise Francesco Roberti ha definito la situazione una “criticità che divide il Paese in due”. Il presidente della Puglia Antonio Decaro ha chiesto l’apertura di un tavolo nazionale d’emergenza. Il rischio è che la chiusura si prolunghi fino all’estate, con conseguenze pesantissime sul turismo adriatico e sulla logistica del Mezzogiorno.

Consigli pratici per gli automobilisti

Verificare sempre la situazione in tempo reale su Autostrade.it e sull’app My Way prima di mettersi in viaggio sulla dorsale adriatica. Programmare percorsi alternativi con ampio anticipo, considerando tempi di percorrenza molto più lunghi. Fare il pieno prima di entrare nella viabilità interna, dove i distributori sono meno frequenti. Per chi deve raggiungere la Puglia da Nord, la via più affidabile al momento passa per la A1 fino a Caserta e poi la A16 verso la Puglia. Evitare assolutamente di tentare scorciatoie su strade locali non verificate.

Domande frequenti

L’A14 è completamente chiusa?

Sì, nei tratti tra Poggio Imperiale e Vasto sud (direzione Pescara) e tra Vasto sud e Termoli (direzione Bari). Entrambe le direzioni sono bloccate.

Qual è il percorso alternativo più affidabile?

Passare dall’entroterra: A16 Napoli-Canosa collegata all’A1, oppure A1-A25-A24 per raggiungere l’Abruzzo. I tempi si allungano di 2-4 ore a seconda della destinazione.

Quando riaprirà l’A14?

Non ci sono date certe. La Protezione Civile stima settimane o mesi. Il ripristino dipende dall’evoluzione della frana, che è ancora in movimento.

Il sistema di monitoraggio ha funzionato?

Sì. I sensori installati dopo la frana del 2015 hanno rilevato il movimento e lanciato l’allerta, permettendo la chiusura preventiva dell’A14 ed evitando incidenti.