Garanzia della batteria, cosa coprono davvero i costruttori: le soglie, le eccezioni e i casi in cui non scatta
Garanzia della batteria: 8 anni o 160.000 km con soglia SOH al 70%, le eccezioni dei singoli marchi, cosa fa decadere la copertura e l'intervento AGCM
Otto anni o 160.000 chilometri con una capacità residua del 70 per cento sono lo standard di mercato. Ma il degrado normale viaggia intorno al 2 per cento l'anno, e questo significa che nella pratica quella soglia si raggiunge raramente. Ecco cosa c'è scritto davvero nelle condizioni.
Chi compra un'auto elettrica si sente ripetere una formula rassicurante: la batteria è garantita otto anni o 160.000 chilometri. È vero, ma è una mezza verità. Quella garanzia non copre il calo di capacità in quanto tale, copre il calo di capacità oltre una soglia precisa. E la soglia è più bassa di quanto la maggior parte degli acquirenti immagini.
Il tema è diventato abbastanza rilevante da attirare l'attenzione dell'Antitrust italiano.
Una premessa necessaria prima di entrare nel merito: le condizioni descritte in questo articolo hanno valore indicativo e sono aggiornate alla data di pubblicazione. Cambiano da marchio a marchio, da modello a modello e spesso da un anno modello all'altro. L'unico riferimento che fa fede è il libretto di garanzia consegnato con la vettura, insieme alle condizioni pubblicate dal costruttore per il proprio mercato.
Due garanzie diverse, che si sovrappongono
Prima di tutto va sciolto un equivoco che genera metà dei malintesi.
La garanzia legale di conformità dura ventiquattro mesi sul veicolo nuovo in tutta l'Unione Europea. È un diritto, non una concessione del costruttore.
La garanzia convenzionale, o commerciale, è quella che il costruttore aggiunge di propria iniziativa. Sulla batteria di trazione ha durate molto più lunghe proprio perché quel componente incide in modo pesante sul valore del veicolo. Ma essendo volontaria, le condizioni le scrive chi la offre.
Una terza precisazione che vale il prezzo del biglietto: la copertura estesa riguarda il pacco ad alta tensione, non la batteria a 12 volt dei servizi. Su quest'ultima, e sulle unità a 48 volt dei sistemi mild hybrid, la garanzia è in genere di ventiquattro mesi indipendentemente dal chilometraggio. Chi resta a piedi per la 12 volt scopre spesso questa distinzione nel momento peggiore.
Lo standard di mercato
Il riferimento più diffuso è otto anni o 160.000 chilometri, a seconda di quale limite arriva prima, con intervento previsto quando lo stato di salute della batteria, il SOH, scende sotto il 70 per cento della capacità iniziale.
Attorno a questo schema le differenze sono numerose, ed è qui che conviene leggere le condizioni del proprio modello anziché lo slogan pubblicitario. Le variazioni ricorrenti sono di quattro tipi.
Durate diverse dallo standard. Alcuni marchi si fermano a sette anni o 150.000 chilometri, altri estendono la percorrenza oltre i 160.000. Il limite scatta sempre al primo dei due eventi che si verifica.
Soglie a più livelli. Diversi costruttori hanno introdotto negli anni modello più recenti una struttura a due gradini, per esempio una capacità minima dell'80 per cento nei primi cinque anni o 100.000 chilometri e del 70 per cento entro gli otto anni o 160.000. È una formula più favorevole all'acquirente, perché anticipa la protezione.
Soglie diverse dal 70 per cento. Qualche marchio adotta il 75, altri usano criteri differenti dalla percentuale, come il numero di tacche visualizzate sul quadro strumenti. Sulle vetture con batteria a noleggio la soglia di sostituzione è in genere più alta.
Coperture estese ma condizionate. È il caso più insidioso, perché è quello che finisce negli slogan. Alcune case pubblicizzano coperture fino a dieci anni o percorrenze molto elevate: si tratta però, in diversi casi, di programmi distinti dalla garanzia di fabbrica, subordinati a un controllo dello stato della batteria da effettuare e superare ogni anno presso la rete ufficiale, con condizioni che variano da Paese a Paese. La copertura decennale non è automatica: è condizionata e va rinnovata.
Un'ultima differenza che quasi nessuno verifica prima di firmare: su diversi marchi la riduzione di capacità della batteria non è coperta sui veicoli ibridi e mild hybrid, mentre lo è sugli elettrici e sui plug-in.
Il punto che quasi nessuno spiega
Qui sta la parte utile, e non è nelle brochure.
Le stime di settore indicano un degrado medio compreso fra l'1,8 e il 2,3 per cento all'anno. Fatti i conti, un'auto di cinque o sette anni con un SOH fra il 75 e l'80 per cento è perfettamente nella norma.
Il che significa che la soglia del 70 per cento, nella maggior parte dei casi, non viene raggiunta entro il periodo di copertura. La garanzia sulla capacità non è pensata per rimborsare il degrado fisiologico: serve a proteggere dal degrado anomalo, cioè da un difetto.
Non è una critica ai costruttori, è il funzionamento del meccanismo, ed è del resto quanto le condizioni dichiarano espressamente. Ma va saputo prima di firmare, non dopo.
Nella pratica la copertura opera su tre piani distinti, che conviene tenere separati quando si leggono le condizioni: il difetto di fabbricazione, il degrado anomalo sotto soglia e la semplice usura. Solo i primi due danno diritto a riparazione o sostituzione, che avviene secondo le modalità stabilite dal costruttore.
Sostituzione non significa batteria nuova
C'è un passaggio delle condizioni che quasi nessuno legge e che vale la pena conoscere prima di contare su un pacco nuovo di zecca.
Diversi costruttori prevedono che, in caso di intervento in garanzia, la batteria possa essere sostituita con un'unità nuova oppure rigenerata. Alcuni precisano espressamente che la riparazione o la sostituzione potrebbero non riportare l'accumulatore alle condizioni del nuovo, cioè al cento per cento della capacità originaria.
È una clausola legittima e dichiarata, ma cambia parecchio le aspettative di chi immagina la garanzia come una sostituzione integrale.
Cosa fa decadere la copertura
Le clausole variano, ma i motivi ricorrenti sono quattro.
La manutenzione fuori rete. Diversi costruttori subordinano la validità della copertura sulla batteria al rispetto delle scadenze di tagliando presso officine autorizzate, con documentazione. Nei programmi di estensione il controllo periodico è addirittura la condizione di rinnovo.
L'uso improprio, che comprende danni da urto, allagamento, interventi non autorizzati sul pacco o sull'elettronica di gestione. Le voci escluse sono elencate nelle condizioni di ciascun marchio.
Le abitudini di ricarica, sulle quali l'Antitrust ha ottenuto un chiarimento esplicito.
I limiti di tempo o percorrenza superati, con la copertura che cessa al primo dei due eventi.
L'intervento dell'Antitrust
Nel dicembre 2025 l'AGCM ha concluso con impegni quattro procedimenti istruttori avviati nei confronti di altrettanti gruppi automobilistici attivi sul mercato italiano.
La precisazione è importante e va tenuta: si tratta di procedimenti chiusi accettando gli impegni proposti dalle società, senza sanzioni e senza un accertamento di pratica commerciale scorretta.
L'oggetto riguardava la trasparenza delle informazioni su tre fronti: l'autonomia dichiarata, la perdita di capacità della batteria nel tempo e le limitazioni della garanzia convenzionale.
Gli impegni resi vincolanti prevedono che i siti delle società vengano riorganizzati in modo da presentare in un'unica sezione dedicata le informazioni su autonomia reale, fattori che la influenzano, degrado della batteria e condizioni della garanzia. È previsto anche uno strumento di simulazione dell'autonomia che tenga conto delle modalità d'uso, per consentire confronti fra modelli della stessa fascia. Il termine per l'attuazione era di 120 giorni.
Sul degrado, i costruttori si sono impegnati a chiarire che la capacità è influenzata soprattutto dalla quantità e dalla modalità dei cicli di carica e scarica, con particolare riferimento alle ricariche ad alta potenza, e dalle abitudini del singolo proprietario.
Va segnalata anche la posizione delle associazioni dei consumatori: Adiconsum, pur giudicando positiva la svolta sulla trasparenza futura, ha ritenuto insufficiente la chiusura delle istruttorie senza responsabilità retroattive.
Cosa cambia dal 2027
Sul piano europeo il riferimento è il Regolamento UE 2023/1542, applicabile dal febbraio 2024, che introduce requisiti su trasparenza e durabilità.
La novità più concreta per chi compra è attesa dal 2027, quando i dati sulla salute di ogni batteria dovrebbero diventare accessibili tramite un passaporto digitale leggibile con QR code, destinato ad accompagnare l'unità per l'intero ciclo di vita.
Per il mercato dell'usato sarebbe un cambio di paradigma: oggi il SOH è un dato che bisogna farsi certificare, domani sarà consultabile.
Se comprate un'elettrica usata
Tre cose da chiedere prima di firmare, in ordine di importanza.
Il certificato SOH, rilasciato dalla rete ufficiale del marchio. È più significativo del chilometraggio, perché due auto con gli stessi chilometri possono avere salute della batteria diversa a seconda di quante ricariche rapide hanno subito.
Lo storico dei tagliandi. Se il precedente proprietario non ha rispettato le scadenze presso la rete autorizzata, la copertura residua sulla batteria potrebbe risultare compromessa. Vale anche il contrario: molte garanzie sono cedibili ai proprietari successivi proprio a condizione che il piano di manutenzione sia stato rispettato.
Le condizioni specifiche di quel modello e di quell'anno, non quelle generiche del marchio. La copertura può cambiare da un anno modello all'altro, e persino da un modello all'altro all'interno dello stesso anno.
Domande frequenti
Quanto dura la garanzia della batteria di un'auto elettrica?Lo standard più diffuso è otto anni o 160.000 chilometri, a seconda di quale limite si raggiunge prima. Alcuni costruttori offrono condizioni diverse, in più e in meno: fa fede il libretto di garanzia del veicolo.
Cosa succede se la batteria perde capacità?La garanzia interviene solo sotto una soglia prefissata, in genere il 70 per cento di capacità residua. Il calo fisiologico al di sopra di quella soglia non dà diritto ad alcun intervento.
La garanzia copre anche la batteria a 12 volt?No. La copertura estesa riguarda il pacco di trazione ad alta tensione. Le batterie di primo impianto a 12 o 48 volt hanno in genere una garanzia molto più breve.
Se la batteria viene sostituita, è nuova?Non necessariamente. Diverse condizioni prevedono la sostituzione con un'unità nuova o rigenerata, e alcune precisano che la capacità originaria potrebbe non essere ripristinata al cento per cento.
Quanto si degrada mediamente una batteria?Le stime di settore indicano fra l'1,8 e il 2,3 per cento all'anno. Un'auto di cinque o sette anni con un SOH fra il 75 e l'80 per cento è considerata nella norma.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale o contrattuale. Le condizioni di garanzia variano per marchio, modello, anno modello e mercato: il riferimento vincolante è la documentazione consegnata con il veicolo.

