Il settore automobilistico italiano chiude il 2025 con un bilancio a due velocità. Se l’ultimo mese dell’anno ha regalato un timido segnale di ripresa, il consuntivo annuale conferma una tendenza negativa che ormai caratterizza il comparto da diversi anni. Un mercato che fatica a ritrovare i volumi pre-pandemia e che mostra dinamiche profondamente diverse tra i vari segmenti e le tipologie di alimentazione.
I numeri del mercato auto in Italia nel 2025
L’anno appena concluso ha fatto registrare 1.525.722 immatricolazioni complessive, un dato che segna un calo del 2,1% rispetto alle 1.558.720 unità del 2024. Il divario con i livelli pre-pandemia resta considerevole: rispetto al 2019 mancano ancora all’appello circa 360.000 vetture, equivalenti a una flessione del 20,4%.
A dicembre il mercato ha mostrato un’inversione di tendenza con 108.075 autovetture immatricolate, pari a una crescita del 2,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un risultato che, seppur positivo, non è stato sufficiente a modificare l’andamento complessivo dell’anno.
Un elemento significativo riguarda la concentrazione delle vendite: negli ultimi tre giorni di dicembre è stato immatricolato il 29,8% del totale mensile, a conferma di pratiche commerciali che tendono a spingere i numeri verso la fine del periodo.
L’andamento dei canali di vendita
La struttura del mercato ha evidenziato cambiamenti importanti nella composizione della domanda. I privati hanno ridotto il proprio peso, scendendo al 53,8% di quota nel 2025, con una perdita di 4,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. A dicembre la loro incidenza si è fermata al 56,4%.
Il noleggio a lungo termine ha invece continuato la sua espansione, superando il 22% di quota annuale e raggiungendo il 21,5% nel solo mese di dicembre con una crescita a doppia cifra. Anche il noleggio a breve termine ha chiuso l’anno in aumento, passando dal 5% del 2024 al 5,8%.
Le autoimmatricolazioni, ovvero le vetture cosiddette km zero e demo, rappresentano ormai una componente strutturale del mercato con circa il 12% dei volumi complessivi. A dicembre hanno segnato un incremento, raggiungendo l’11,3% di share.
Le alimentazioni: dominio delle ibride, exploit delle elettriche a dicembre
Il 2025 ha confermato il predominio delle motorizzazioni ibride, che hanno raggiunto il 44,4% di quota complessiva, guadagnando 4,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente. All’interno di questo aggregato, le full hybrid rappresentano il 13% mentre le mild hybrid coprono il restante 31,4%.
Le alimentazioni tradizionali hanno proseguito il loro declino strutturale. La benzina ha perso terreno in modo significativo, scendendo al 24,3% di quota annuale e addirittura al 19,2% a dicembre, con un calo dei volumi superiore al 30% nell’ultimo mese. Il diesel ha raggiunto il minimo storico del 9,4%, mentre il GPL si è attestato al 9,2%.
L’effetto degli incentivi sulle auto elettriche
Il vero fenomeno di dicembre è stata l’impennata delle auto elettriche pure (BEV), che hanno raggiunto l’11% di quota mensile con 12.078 immatricolazioni, praticamente il doppio rispetto al 5,4% dello stesso mese del 2024. Un risultato direttamente collegato agli incentivi del MASE, i cui fondi residui tornati disponibili il 23 dicembre sono stati esauriti in poche ore.
Sul consuntivo annuale le BEV hanno chiuso al 6,2% di quota, guadagnando 2 punti rispetto al 2024. Un incremento che conferma la forte reattività del segmento agli stimoli economici ma anche la sua fragilità strutturale in assenza di supporto.
Ancora più marcata la crescita delle ibride plug-in (PHEV), che a dicembre hanno toccato il 9,3% di quota contro il 3,4% di un anno prima. Nel complesso del 2025 hanno raggiunto il 6,5%, quasi raddoppiando rispetto al 3,3% del 2024. Le vetture ricaricabili nel loro insieme hanno rappresentato il 20,3% del mercato a dicembre e il 12,7% nell’intero anno.
Le auto più vendute nel 2025: Fiat Panda regina indiscussa
La Fiat Panda, ora denominata Pandina, ha confermato il proprio dominio assoluto sul mercato italiano chiudendo il 2025 con 102.485 immatricolazioni. Un risultato che la colloca nettamente in testa alla classifica, distanziando ampiamente tutte le concorrenti.
Al secondo posto si è piazzata la Dacia Sandero, trascinata soprattutto dalle versioni GPL che continuano a riscuotere grande successo tra gli automobilisti italiani. Terza posizione per la Jeep Avenger, il SUV compatto che ha saputo conquistare il mercato grazie a una gamma articolata che include anche versioni elettriche.
La top 10 del mercato italiano
Completano la classifica delle dieci vetture più vendute nel 2025 la Citroën C3, la Peugeot 208, la Dacia Duster, le Toyota Yaris e Yaris Cross, la MG ZS e la Renault Clio. Un panorama che evidenzia il predominio delle utilitarie e dei crossover compatti, segmenti che rispondono alle esigenze di mobilità urbana e al contenimento dei costi.
A dicembre la Pandina ha confermato la leadership con 6.233 targhe, seguita dalla Dacia Sandero e dalla Toyota Yaris Cross. Tra le novità del mese si segnala la presenza della BYD Dolphin Surf tra i modelli emergenti, unica elettrica pura nella parte alta della classifica.
I gruppi automobilistici: Stellantis in difficoltà
Stellantis ha chiuso il 2025 con una flessione del 6,25%, confermando le difficoltà che hanno caratterizzato l’intero anno. All’interno del gruppo si sono registrate performance contrastanti: Alfa Romeo ha brillato con un incremento del 23,27%, mentre Lancia ha subito un crollo del 69,82% legato alla transizione verso la nuova gamma elettrificata.
Fiat ha sostanzialmente tenuto le posizioni (-0,04%), confermandosi primo marchio per volumi in Italia. In calo Jeep (-8,69%), Opel (-15,04%), Peugeot (-3,54%) e Citroën (-3,15%). Da segnalare l’exploit di Leapmotor, il marchio cinese entrato nell’orbita Stellantis, che ha registrato una crescita del 2.625,91%.
Il gruppo Volkswagen si è confermato al secondo posto nel mercato italiano, con performance positive per Cupra e Audi e qualche difficoltà per il marchio principale. Il gruppo Renault ha mantenuto una posizione solida grazie soprattutto ai risultati di Dacia, mentre Toyota ha consolidato la propria presenza con le motorizzazioni full hybrid.
I segmenti di mercato: crescono i SUV, calano le berline
L’analisi per segmento conferma tendenze ormai consolidate. Le berline dei segmenti A e B hanno proseguito il loro declino, cedendo quote a favore dei SUV e crossover, soprattutto nei segmenti B e C dove l’offerta è particolarmente ricca.
Le station wagon, le monovolume e le sportive hanno mantenuto quote marginali, rappresentando ormai nicchie sempre più ristrette del mercato. La domanda si è concentrata su vetture versatili, dal passo rialzato e con motorizzazioni elettrificate, capaci di rispondere alle nuove esigenze di mobilità.
Mercato dell’usato: l’altra faccia della medaglia
Il comparto delle vetture di seconda mano ha mostrato maggiore vitalità rispetto al nuovo. A dicembre i trasferimenti di proprietà hanno raggiunto le 489.142 unità, segnando un incremento del 3,62% rispetto allo stesso mese del 2024.
Il rapporto tra nuovo e usato resta fortemente sbilanciato: le autovetture nuove hanno rappresentato appena il 18,1% delle transazioni complessive, lasciando all’usato oltre l’81% del mercato. Un dato che evidenzia come gli automobilisti italiani continuino a preferire vetture già immatricolate, spinti da motivazioni economiche e dalla disponibilità immediata dei mezzi.
Le prospettive per il 2026
Il nuovo anno si apre con diverse incognite. Sul fronte degli incentivi non sussistono al momento indicazioni concrete su nuove misure di sostegno, un’assenza che potrebbe frenare la domanda di vetture elettriche dopo i picchi registrati a fine 2025.
Il tema delle emissioni di CO2 resta centrale: la media del parco immatricolato nel 2025 si è attestata a 114 g/km, ancora distante dal target indicato di 93,6 g/km. Un gap che espone i costruttori a potenziali sanzioni per miliardi di euro e che spingerà verso un’accelerazione dell’offerta elettrificata.
Le previsioni degli analisti indicano per il 2026 una lieve ripresa intorno all’1,3%, che porterebbe il mercato a circa 1,54 milioni di unità. Un recupero timido che non colmerebbe comunque il divario con i livelli pre-crisi, confermando le difficoltà strutturali di un settore in profonda trasformazione.
Il mercato auto italiano si trova dunque a un bivio: la transizione energetica procede ma resta fortemente dipendente dagli incentivi, mentre la domanda dei privati continua a contrarsi a favore di formule alternative come il noleggio. Una fotografia complessa che richiederà politiche industriali chiare e un sostegno strutturale per accompagnare il cambiamento senza abbandonare un comparto strategico per l’economia del paese.