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Mercato auto in Europa, agosto cresce del 5,3% ma sulle elettriche l'Italia resta ultima

Agosto 2026 chiude con 832.637 immatricolazioni e otto mesi in crescita del 5,8%, ma la fotografia dell'elettrico racconta un'altra storia: l&#03

di Marco Mattei · 24 settembre 2026

5 min di lettura

Agosto 2026 chiude con 832.637 immatricolazioni e otto mesi in crescita del 5,8%, ma la fotografia dell'elettrico racconta un'altra storia: l'Italia è terzo mercato d'Europa per volumi e ultima fra i cinque grandi per auto alla spina.

Il mercato europeo dell'auto ha immatricolato 832.637 vetture ad agosto 2026, il 5,3% in più rispetto alle 791.054 dello stesso mese del 2025. I primi otto mesi si chiudono a 9.192.528 unità, in aumento del 5,8%. La crescita però non ha ancora colmato il buco del post-pandemia: sul gennaio-agosto 2019 il ritardo resta del 15,1%.

Chi cresce e chi rincorre fra i cinque grandi mercati

Nel mese il Regno Unito ha fatto meglio di tutti con un +13,7%, davanti a Spagna (+11,8%), Francia (+7,4%), Italia (+3,2%) e Germania (+2,6%). Sul cumulato degli otto mesi la graduatoria cambia: Regno Unito +9,8%, Italia +8,5%, Spagna +6,3%, Germania +4,8%, Francia +3,0%.

Per volumi l'Italia si conferma quarto mercato nel singolo mese e terzo nel progressivo da inizio anno. Ad agosto ha immatricolato 69.420 auto, secondo i dati ACEA.

Un chiarimento utile a chi confronta numeri diversi: il perimetro europeo considerato qui comprende Unione europea, Efta e Regno Unito. Guardando alla sola Ue, come fa la rilevazione ACEA, agosto si ferma a +4,5% con 708.211 unità. Stesso mercato, due confini di lettura.

Il divario sull'elettrico, in punti e in unità

Qui la fotografia cambia tono. Ad agosto le auto ricaricabili hanno coperto il 40,5% del mercato europeo: BEV al 29,2%, con nove punti guadagnati in dodici mesi, e plug-in all'11,3%.

L'Italia si ferma al 18,4% complessivo, con le elettriche pure al 6,4% e le plug-in al 12,0%. Gli altri quattro grandi mercati viaggiano su un altro binario:

  1. Regno Unito – ECV al 44,9% (BEV 30,4%, PHEV 14,5%)
  2. Francia – ECV al 44,5% (BEV 38,3%, PHEV 6,2%)
  3. Germania – ECV al 44,4% (BEV 32,4%, PHEV 12,0%)
  4. Spagna – ECV al 27,7% (BEV 13,4%, PHEV 14,3%)
  5. Italia – ECV al 18,4% (BEV 6,4%, PHEV 12,0%)

Le percentuali dicono molto, le unità dicono di più. Ad agosto in Italia sono state immatricolate 4.434 auto elettriche. In Germania, applicando la quota del 32,4% al volume del mese, siamo intorno alle 69mila: quindici volte tanto, a fronte di un mercato che in valore assoluto è tre volte quello italiano. In Francia, con un mercato più vicino al nostro per dimensioni, le BEV di agosto sfiorano le 36mila.

Sul cumulato il quadro non cambia. Nei primi otto mesi l'Italia registra il 17,4% di ricaricabili, con le BEV all'8,0%. La media europea calcolata escludendo il nostro Paese arriva al 25,3%: la quota italiana vale meno di un terzo.

Le associazioni chiedono di riscrivere la fiscalità delle flotte

Il terreno su cui il settore ha deciso di giocarsi la partita è quello delle auto aziendali. ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE hanno depositato a settembre una proposta congiunta di revisione della fiscalità delle flotte: secondo le stime delle associazioni vale l'immatricolazione di circa 400.000 veicoli a zero e basse emissioni nel triennio 2027-2029, con un impegno per lo Stato quantificato in 515 milioni di euro.

«Chiediamo al Governo di utilizzare i margini offerti dal quadro europeo per avviare una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali, con un orizzonte iniziale triennale già nella prossima Legge di Bilancio», afferma Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE. «La proposta presentata può mobilitare gli investimenti delle imprese, accelerare il rinnovo del parco e favorire la diffusione dei veicoli a zero e basse emissioni, alimentando anche un mercato dell'usato recente, più sicuro ed efficiente, a beneficio dei consumatori».

Il canale aziendale pesa: nel Regno Unito le flotte valgono il 58,3% del mercato degli otto mesi, in Germania le persone giuridiche coprono il 59,4% di agosto. Spostare la fiscalità su quel canale significa spostare volumi.

Bollo azzerato nel 2027, ma la soglia fa discutere

Sul fronte delle famiglie il Governo ha messo in campo l'esenzione dal bollo per il solo 2027, riservata alle auto sotto gli 80 kW e ai motocicli, con una compensazione alle Regioni da 2,3 miliardi di euro, di cui 1.460 milioni coperti da economie del PNRR. La misura riguarda circa 14,5 milioni di mezzi e vale per un veicolo a persona.

UNRAE la accoglie senza entusiasmo. «Valutiamo positivamente ogni intervento capace di ridurre il carico fiscale sulla mobilità delle famiglie. Allo stato attuale, tuttavia, si tratta di un'esenzione limitata al solo 2027», osserva Cardinali. «Inoltre, la soglia degli 80 kW, non collegata all'età, alle emissioni o alla sicurezza del veicolo, difficilmente potrà favorire da sola il rinnovo del parco».

L'obiezione ha una sua logica: una soglia di potenza premia anche un'utilitaria di vent'anni fa, mentre lascia fuori auto recenti e meno inquinanti che quel limite lo superano.

Cosa si muove a Bruxelles entro fine anno

L'Electrification Action Plan della Commissione punta su agevolazioni fiscali per le auto aziendali e tempi di ammortamento più brevi. Entro fine 2026 è attesa una raccomandazione sugli incentivi ai veicoli a zero emissioni.

Gli orientamenti di agosto hanno poi chiarito i termini per estendere la clausola di salvaguardia nazionale alle misure di sicurezza energetica, con margini di flessibilità fino al 2028. Sullo sfondo resta la proposta di regolamento Clean Corporate Vehicles, che fisserebbe obiettivi nazionali per le immatricolazioni aziendali a zero e basse emissioni delle grandi imprese.

Le domande più frequenti

Quante auto sono state immatricolate in Europa ad agosto 2026? 832.637 vetture, il 5,3% in più rispetto ad agosto 2025. Il dato comprende Unione europea, Efta e Regno Unito. Considerando la sola Ue la crescita è del 4,5%.

Qual è la quota di auto elettriche in Italia? Ad agosto le BEV hanno coperto il 6,4% del mercato italiano e le plug-in il 12,0%, per un totale del 18,4% di auto ricaricabili. Nei primi otto mesi la quota complessiva è del 17,4%.

Perché l'Italia è ultima fra i grandi mercati europei sull'elettrico? Sulle ricaricabili l'Italia si ferma al 18,4% di agosto, contro il 44,9% del Regno Unito, il 44,5% della Francia e il 44,4% della Germania. Sul cumulato la quota BEV italiana vale meno di un terzo della media europea calcolata senza l'Italia.

Chi non paga il bollo auto nel 2027? L'esenzione riguarda le autovetture con potenza inferiore a 80 kW e i motocicli, per un veicolo a persona. La misura vale per il solo 2027 e coinvolge circa 14,5 milioni di mezzi.

Cosa chiedono le associazioni dell'automotive al Governo? ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE chiedono una riforma della fiscalità delle auto aziendali nella prossima Legge di Bilancio. La proposta stima 400.000 immatricolazioni a zero e basse emissioni nel triennio 2027-2029 a fronte di 515 milioni di euro.

Il mercato europeo ha recuperato i livelli pre-Covid? No. Il cumulato dei primi otto mesi del 2026 resta inferiore del 15,1% a quello dello stesso periodo del 2019.

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