Mercato auto febbraio 2026 in Italia: immatricolazioni in crescita del 14%

di 3 Marzo 2026
man sitting behind the wheel of a car
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Il mercato auto in Italia chiude febbraio 2026 con numeri decisamente incoraggianti. Le immatricolazioni registrate nel mese toccano quota 157.334 unità, segnando un incremento del 14% rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta del secondo mese consecutivo con il segno più davanti, dopo un gennaio già positivo, e il dato consolida una tendenza che molti operatori del settore aspettavano da tempo.

Ma dietro questa crescita apparentemente solida si nascondono luci e ombre. Il contributo del noleggio a breve termine resta determinante, e senza questa componente il progresso si ridimensionerebbe a un più modesto +9%. Al tempo stesso, le auto ibride superano per la prima volta la soglia del 50% di quota di mercato, mentre le elettriche mettono a segno un balzo dell’oltre 80%. Il panorama delle alimentazioni si trasforma rapidamente, anche se l’Italia continua a rincorrere i principali mercati europei sul fronte della mobilità a zero emissioni.

I numeri del mercato auto a febbraio 2026

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a febbraio 2026 sono state immatricolate in Italia 157.334 autovetture, contro le 137.965 dello stesso periodo dell’anno precedente. L’incremento del 14% porta il cumulato del primo bimestre a circa 300.000 unità, con un progresso del +10,2% sul 2025.

Tuttavia, il confronto con il periodo pre-pandemia ridimensiona l’entusiasmo: rispetto al 2019 il mercato segna ancora un -12,9%. Un recupero dunque incompleto, che evidenzia come il settore automobilistico italiano non abbia ancora riassorbito del tutto gli effetti della crisi sanitaria e delle successive tensioni economiche.

Un dato significativo riguarda la concentrazione delle immatricolazioni negli ultimi giorni del mese: ben 62.673 auto sono state targate negli ultimi tre giorni di febbraio, pari al 39,7% del totale mensile. Un fenomeno ricorrente che riflette le dinamiche commerciali legate a promozioni e chiusure di mese.

Il ruolo del noleggio e dei canali di vendita

La crescita di febbraio è stata sostenuta in modo determinante dal canale del noleggio a breve termine, che ha registrato un impressionante +106,93% rispetto a febbraio 2025. Depurando il dato complessivo da questa componente, la variazione positiva si ridimensionerebbe al +9%.

Anche le auto-immatricolazioni – le cosiddette km zero – hanno giocato un ruolo significativo, superando le 14.600 unità nel mese, pari a oltre il 9% del mercato totale, in aumento di circa il 25% rispetto a un anno fa.

Sul fronte dei privati, il segnale è cautamente positivo: +9,25% a febbraio, ma nel cumulato bimestrale l’incremento si riduce al +2,38%. La domanda delle famiglie resta ancora fragile, anche se in miglioramento rispetto ai mesi precedenti.

Le alimentazioni: ibride regine, elettriche in forte crescita

Il dato più significativo del mercato auto di febbraio 2026 riguarda la distribuzione per tipo di alimentazione. Le motorizzazioni ibride hanno raggiunto una quota complessiva del 51,9%, superando per la prima volta la metà dell’intero mercato. In termini assoluti, le ibride hanno totalizzato oltre 82.000 immatricolazioni con una crescita del 32,6% rispetto a febbraio 2025.

Mild hybrid e full hybrid

La componente più consistente resta quella delle mild hybrid, che con circa 58.330 unità e una crescita del +30,4% rappresentano il 36,8% del mercato. Le full hybrid si attestano a circa 23.985 unità (+38,1%), raggiungendo il 15,1% di quota. Questa tipologia continua a rappresentare la scelta preferita dagli automobilisti italiani per la combinazione di efficienza, praticità e costi contenuti.

Auto elettriche e ibride plug-in

Le auto 100% elettriche segnano un vero e proprio balzo: 12.572 immatricolazioni a febbraio, con una crescita dell’80,5% rispetto allo stesso mese del 2025. La quota di mercato delle BEV raggiunge il 7,9%, in aumento di 2,9 punti percentuali. Nel cumulato bimestrale la quota si attesta al 7,3%.

Ancora più eclatante la performance delle ibride plug-in: +116,2% a febbraio, con una quota dell’8,5% rispetto al 4,5% di un anno fa. Complessivamente, le vetture elettrificate (BEV + PHEV) hanno raggiunto una quota combinata del 15,86%, un dato mai toccato prima in Italia. Tra i fattori trainanti, gli effetti della nuova tassazione sulle auto aziendali in fringe benefit e l’onda lunga degli incentivi statali.

Il crollo di benzina, diesel e GPL

Il rovescio della medaglia riguarda le motorizzazioni tradizionali. La benzina perde quasi 6 punti, scendendo al 20,2% di quota nel mese (-12,17% nei volumi). Il diesel perde circa un quarto dei volumi e retrocede al 6,5% di quota, un dato che certifica il progressivo declino di questa alimentazione nel mercato italiano.

Il GPL subisce un autentico tracollo: -43,09%, con una quota che dimezza al 5% nel mese. Un calo così marcato che potrebbe essere legato sia alla transizione verso le ibride sia alla contrazione dell’offerta di nuovi modelli alimentati a gas.

Le auto più vendute in Italia a febbraio 2026

La classifica delle auto più vendute conferma alcune certezze e introduce qualche sorpresa significativa.

La top 10 dei modelli

Al primo posto si conferma la Fiat Pandina con 12.603 immatricolazioni nel mese (25.906 nel bimestre), un dominio incontrastato nel panorama italiano. Al secondo posto la Jeep Avenger con 5.984 unità, seguita dalla Fiat Grande Panda che conquista il terzo gradino del podio con 5.500 targhe, entrando prepotentemente nelle preferenze degli italiani.

La vera sorpresa di febbraio arriva dalla Leapmotor T03, la citycar elettrica cinese che con 4.778 immatricolazioni si piazza al quarto posto assoluto. Un balzo clamoroso rispetto alle 942 unità di gennaio, che segna potenzialmente l’inizio di una nuova fase per i marchi cinesi in Italia.

Completano la parte alta della classifica la Toyota Yaris Cross (3.736 unità), la Citroën C3 (3.131), la Toyota Aygo X, la Renault Clio, la Renault Captur e la MG ZS a chiudere la top 10.

I marchi protagonisti

Tra i costruttori, Fiat ha mantenuto la leadership assoluta in Italia con circa 21.000 immatricolazioni e una crescita del 42%, trascinata dalle ottime performance della Pandina e dal debutto convincente della Grande Panda.

Il gruppo Stellantis nel suo complesso ha totalizzato oltre 48.000 unità (+15,8%), conquistando una quota di mercato del 30,6%. Il podio dei modelli più venduti è interamente firmato dal gruppo italo-francese.

Tra le performance positive spiccano anche Renault (+33,77%), Audi (+27,65%), Opel (+32,36%) e MG (+19,84%). In netto calo invece Dacia (-39,94%), un dato probabilmente legato all’attesa per le nuove versioni della Sandero.

Da segnalare l’ingresso trionfale di BYD nella top 15 dei marchi con 4.110 immatricolazioni, superando nomi storici come Opel, Skoda, Nissan, Hyundai e Kia. Un segnale chiaro della crescente penetrazione dei costruttori cinesi nel mercato europeo.

Prospettive e sfide per il mercato auto italiano

Il primo bimestre del 2026 restituisce un quadro di cauto ottimismo per il mercato automobilistico italiano. I volumi sono in crescita, le alimentazioni elettrificate guadagnano terreno e la domanda privata mostra segnali di risveglio. Tuttavia, restano aperte diverse questioni strutturali.

L’Italia occupa la sedicesima posizione in Europa per capillarità delle infrastrutture di ricarica, un ritardo che frena la diffusione delle auto elettriche nonostante i numeri incoraggianti. La rete di colonnine deve crescere in modo significativo per sostenere l’aumento delle BEV sul mercato.

Sul fronte normativo, il Pacchetto Automotive europeo rappresenta un passo avanti, ma secondo molti osservatori non è ancora all’altezza della sfida. L’Europa e l’Italia non hanno recuperato i livelli pre-pandemia, e la transizione ecologica richiede un sostegno più strutturato.

Le incertezze legate al commercio internazionale, con la possibilità di nuovi dazi e tensioni geopolitiche, aggiungono un ulteriore elemento di cautela. Il 55% degli operatori del settore segnala una scarsa affluenza negli showroom, un indicatore che suggerisce come la ripresa sia ancora trainata più da fattori congiunturali che da una reale inversione di tendenza.

La sfida per i prossimi mesi sarà trasformare questo rimbalzo in una crescita strutturale, capace di riportare stabilmente il mercato italiano su volumi coerenti con il suo peso nel panorama europeo. La riforma della fiscalità sulle flotte aziendali, l’ampliamento della rete di ricarica e il sostegno alla domanda privata saranno le chiavi per consolidare questa tendenza positiva.

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