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Olio motore: guida pratica a scelta, cambio ed errori da evitare

Olio motore, la guida pratica: come leggere viscosità e specifiche ACEA e API, ogni quanto cambiarlo, come controllare il livello e gli errori da evitare.

di Marco Mattei · 27 settembre 2026

5 min di lettura

Come leggere viscosità e specifiche ACEA e API, ogni quanto sostituire l'olio, come controllare il livello e perché l'olio usato non va mai buttato: tutto quello che serve per proteggere il motore della propria auto.

Per scegliere l'olio motore giusto bisogna seguire le indicazioni del libretto di uso e manutenzione: gradazione di viscosità, come 5W-30 o 0W-20, specifiche ACEA o API e omologazioni del costruttore. Il cambio va fatto agli intervalli previsti, insieme al filtro, e il livello va controllato ogni mese. Tra gli errori più comuni ci sono il rabbocco eccessivo e l'olio sbagliato.

A cosa serve l'olio motore

L'olio lubrifica le parti in movimento del motore, riducendo attrito e usura. Contribuisce anche a raffreddare, trattiene le impurità e le particelle prodotte dalla combustione e protegge le superfici metalliche dalla corrosione. Con il tempo e i chilometri perde queste proprietà: per questo va controllato e sostituito con regolarità.

Come leggere la viscosità

La sigla che si trova su ogni flacone, come 5W-30, indica la viscosità secondo lo standard SAE J300. Il numero prima della W (da winter, inverno) indica il comportamento a freddo: più è basso, più l'olio resta fluido alle basse temperature e raggiunge in fretta le parti del motore all'avviamento. Il numero dopo il trattino indica la viscosità alla temperatura di esercizio del motore.

I motori moderni usano spesso oli a bassa viscosità, come 0W-20 o 0W-16, progettati per ridurre gli attriti e i consumi. Montare un olio più denso di quello previsto non protegge di più: può anzi peggiorare la lubrificazione all'avviamento e aumentare i consumi.

Le specifiche: ACEA, API e omologazioni

Oltre alla viscosità, contano le specifiche di qualità.

ACEA è la classificazione dei costruttori europei. Le sequenze A/B sono per motori benzina e diesel senza particolari vincoli sui sistemi di scarico, le sequenze C sono oli a basso o medio contenuto di ceneri solfatate, fosforo e zolfo, compatibili con filtri antiparticolato e catalizzatori. Le categorie più recenti, A7/B7 e C6, introdotte con le revisioni del 2021 e del 2022, aggiungono la protezione dalla preaccensione a basso regime (LSPI) tipica dei motori turbo a iniezione diretta.

API è la classificazione americana. Per i motori a benzina la specifica più recente è API SQ, che dal 31 marzo 2025 affianca lo standard ILSAC GF-7 e sostituisce le precedenti API SP e GF-6, con requisiti più severi su usura, depositi e preaccensione.

Le omologazioni dei costruttori, come quelle di Volkswagen, Mercedes-Benz, BMW o Stellantis, sono spesso le più importanti: un'auto che richiede una specifica omologazione va rabboccata e rifornita solo con oli che la riportano sull'etichetta, soprattutto durante il periodo di garanzia.

Minerale, semisintetico o sintetico

Gli oli minerali derivano dalla raffinazione del petrolio e oggi si usano soprattutto su auto d'epoca o motori datati. I semisintetici miscelano basi minerali e sintetiche. I sintetici garantiscono maggiore stabilità alle alte temperature e fluidità a freddo, e sono richiesti dalla gran parte dei motori moderni. Anche qui la regola è una: seguire il libretto.

Ogni quanto cambiare l'olio

L'intervallo di sostituzione lo stabilisce il costruttore e varia molto da un'auto all'altra, in base ai chilometri percorsi e al tempo trascorso: conta la prima delle due scadenze. Molte auto moderne segnalano il tagliando sul cruscotto. Chi usa l'auto soprattutto in città, per tragitti brevi, con molte partenze a freddo o traini pesanti dovrebbe anticipare il cambio, perché l'olio si degrada più in fretta.

Insieme all'olio va sostituito il filtro: un filtro intasato non trattiene più le impurità e vanifica l'olio nuovo.

Come controllare il livello

Il controllo si fa a motore spento e freddo, o comunque dopo qualche minuto dallo spegnimento, con l'auto in piano. Si estrae l'astina, la si pulisce, la si reinserisce fino in fondo e la si estrae di nuovo: il livello deve trovarsi tra i segni di minimo e massimo. Sulle auto senza astina il livello si legge dal computer di bordo. Conviene farlo una volta al mese e prima di un viaggio lungo.

Gli errori da evitare

Usare un olio non conforme. Viscosità o specifiche diverse da quelle previste possono ridurre la protezione del motore e danneggiare filtri antiparticolato e catalizzatori.

Rabboccare troppo. Superare il livello massimo è dannoso quanto restare sotto il minimo: l'eccesso di olio può creare schiuma, aumentare le pressioni interne e arrivare nei sistemi di scarico.

Allungare troppo gli intervalli. Un olio esausto lubrifica male e favorisce morchie e depositi.

Dimenticare il filtro. Cambiare solo l'olio senza il filtro è un risparmio che si paga in usura.

Ignorare la spia. La spia rossa della pressione dell'olio che si accende durante la marcia impone di fermarsi appena possibile in sicurezza e spegnere il motore.

Buttare l'olio usato. L'olio esausto è un rifiuto pericoloso: disperderlo nell'ambiente o negli scarichi è vietato e inquinante.

Cambio olio fai da te: cosa sapere

Chi cambia l'olio da sé deve lavorare con il motore tiepido e mai caldo, per evitare ustioni, usare guanti e una vaschetta di raccolta, sostituire la guarnizione del tappo di scarico e serrarlo senza esagerare. L'olio usato e il filtro vanno portati in un centro di raccolta: il CONOU, il consorzio nazionale che gestisce gli oli usati, mette a disposizione sul suo sito la mappa dei centri e il numero verde 800 863 048. Molte officine e stazioni di servizio ritirano l'olio usato dei privati.

Domande frequenti

Come scegliere l'olio motore giusto? L'olio giusto è quello indicato nel libretto di uso e manutenzione: bisogna rispettare la gradazione di viscosità, per esempio 5W-30, le specifiche ACEA o API e le eventuali omologazioni del costruttore riportate sull'etichetta. Usare un olio diverso può ridurre la protezione del motore e danneggiare i sistemi antinquinamento.

Cosa significa 5W-30? La sigla 5W-30 indica la viscosità dell'olio secondo lo standard SAE J300. Il numero prima della W descrive il comportamento a freddo, più è basso e più l'olio è fluido all'avviamento. Il numero dopo il trattino indica la viscosità quando il motore ha raggiunto la temperatura di esercizio.

Ogni quanto si cambia l'olio motore? L'intervallo lo stabilisce il costruttore, in chilometri e in tempo, e vale la prima scadenza raggiunta. Molte auto lo segnalano sul cruscotto. Chi fa soprattutto tragitti brevi in città, molte partenze a freddo o traina carichi pesanti dovrebbe anticipare il cambio, sempre insieme al filtro dell'olio.

Dove si smaltisce l'olio motore usato? L'olio usato è un rifiuto pericoloso e va portato in un centro di raccolta, insieme al filtro. Il CONOU, il consorzio nazionale degli oli usati, indica sul suo sito i centri più vicini e risponde al numero verde 800 863 048. Molte officine e stazioni di servizio ritirano l'olio dei privati.

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