Opel Zafira 1.6 CNG: 25 anni fa debuttava la monovolume a metano
Nell’autunno del 2001 Opel lanciava la Zafira 1.6 CNG, conosciuta in Italia con il nome EcoM. La versione a metano della monovolume compatta conservava i…
Nell’autunno del 2001 Opel lanciava la Zafira 1.6 CNG, conosciuta in Italia con il nome EcoM. La versione a metano della monovolume compatta conservava i sette posti e la versatilità del sistema Flex7, affiancando le motorizzazioni a benzina e turbodiesel già disponibili.
Il progetto nasceva con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni senza compromettere abitabilità, capacità di carico e prestazioni.
Motore 1.6 ECOTEC ottimizzato per il metano
La Opel Zafira EcoM era equipaggiata con un quattro cilindri 1.6 ECOTEC a 16 valvole, derivato dal propulsore a benzina da 101 CV.
La Casa tedesca scelse un’impostazione monovalente, ottimizzando il funzionamento del motore per l’alimentazione a metano. Le modifiche riguardavano principalmente il sistema di alimentazione, i pistoni e le valvole.
La potenza raggiungeva 97 CV, pari a 71 kW, mentre la coppia massima era di 140 Nm. Le prestazioni restavano quindi vicine a quelle della versione a benzina, ma con costi chilometrici inferiori.
Quattro bombole da 19 kg complessivi
Il sistema di alimentazione prevedeva quattro serbatoi pressurizzati installati sotto il pianale.
Le bombole potevano contenere complessivamente 19 kg di metano a 200 bar, per un’autonomia dichiarata di circa 350 chilometri.
La collocazione dei serbatoi sfruttava lo spazio reso disponibile dalla configurazione delle sospensioni posteriori, permettendo alla vettura di mantenere l’intero abitacolo e i sette posti.
Serbatoio di benzina da 15 litri
Oltre ai serbatoi di metano, la Zafira EcoM disponeva di un contenitore supplementare in acciaio inossidabile da 15 litri di benzina.
La riserva garantiva circa 150 chilometri di autonomia aggiuntiva, pensati soprattutto per consentire al conducente di raggiungere una stazione di rifornimento di metano.
L’autonomia complessiva poteva quindi arrivare a circa 500 chilometri.
Sicurezza dell’impianto CNG
Le bombole erano fissate a una struttura tubolare in acciaio e dotate di specifiche valvole di sicurezza.
Opel sottolineava inoltre le caratteristiche fisiche del metano, un gas più leggero dell’aria e quindi in grado di disperdersi rapidamente verso l’alto in caso di fuoriuscita.
La vettura poteva essere parcheggiata nei garage pubblici e nei box privati, a differenza di alcune limitazioni applicate all’epoca alle auto alimentate a GPL.
Rapporto di compressione elevato
Il metano presenta un numero di ottano di circa 130, superiore ai 95 ottani della normale benzina.
Questa caratteristica consentiva al motore della Zafira CNG di adottare un rapporto di compressione di 12,5:1, migliorando l’efficienza termodinamica e limitando il rischio di detonazione.
Emissioni inferiori e omologazione Euro 4
La Opel Zafira a metano rispettava già i requisiti della normativa Euro 4, che sarebbe diventata obbligatoria nel 2005.
Secondo i dati comunicati all’epoca, le emissioni di CO2 erano inferiori di circa il 30% rispetto a quelle della versione a benzina. Anche le emissioni di monossido di carbonio e ossidi di azoto risultavano contenute rispetto ai motori tradizionali.
Una soluzione alternativa per famiglie e professionisti
La Zafira EcoM offriva un compromesso particolare per l’epoca: sette posti, abitacolo modulabile, buona autonomia e costi di esercizio ridotti.
Il sistema Flex7 permetteva di riconfigurare i sedili senza doverli rimuovere, mantenendo uno dei principali punti di forza della monovolume anche nella variante a metano.
A 25 anni dal debutto, la Opel Zafira 1.6 CNG rappresenta una delle prime applicazioni su larga scala del metano in una vettura familiare europea, anticipando l’attenzione verso alimentazioni a minore impatto ambientale.
