Il mercato europeo delle auto usate apre il 2026 con un segnale chiaro: i prezzi tornano a scendere. Lo conferma l’ultimo AUTO1 Group Price Index, che a gennaio registra un calo dell’1,2% rispetto a dicembre, fermandosi a 136,6 punti.
Su base annua si registra invece una lieve crescita dell’1%, ma il dato non basta a invertire una tendenza al ribasso iniziata già nella seconda metà del 2025. Il settore sembra entrato in una fase di assestamento, con valori più contenuti rispetto agli anni precedenti.
Un mercato che cambia in base all’alimentazione
L’andamento dei prezzi non è uniforme. A pesare sono soprattutto le diverse tipologie di motorizzazione, che continuano a influenzare le scelte dei consumatori.
Le auto ibride sono oggi le più richieste e mostrano i segnali migliori, mentre le elettriche attraversano una fase di forte ridimensionamento. Più stabile, invece, il comparto tradizionale di benzina e diesel.
Benzina e diesel restano stabili
Dopo le forti oscillazioni dello scorso anno, le auto a benzina sembrano aver trovato un equilibrio. L’indice si attesta a 112,5 punti, con una lieve flessione mensile ma una sostanziale stabilità su base annua.
Situazione simile per il diesel, che si conferma l’alimentazione più solida sul mercato dell’usato. Con 110,8 punti, registra variazioni minime e continua a garantire una buona tenuta del valore nel tempo.
Le ibride guidano la crescita
Il vero protagonista positivo del 2026 è il segmento ibrido. I prezzi crescono sia su base mensile che annuale, raggiungendo 110,8 punti.
Un risultato che riflette il crescente interesse verso questa tecnologia, percepita come una soluzione intermedia tra sostenibilità, costi contenuti e autonomia. Sempre più automobilisti la considerano un’alternativa concreta sia al termico tradizionale sia all’elettrico puro.
Elettriche in calo sotto i livelli pre-pandemia
Il dato più significativo riguarda però le auto elettriche a batteria (BEV). L’indice scende a 98 punti, tornando sotto i livelli del 2019.
Il calo è netto: -4% in un solo mese e -4,4% su base annua. Un segnale evidente delle difficoltà del comparto elettrico nel mercato dell’usato, dove incidono fattori come l’evoluzione rapida delle tecnologie, l’autonomia, la svalutazione e l’incertezza sugli incentivi.
I dealer guardano al 2026 con prudenza
Le prospettive per i prossimi mesi restano caute. Secondo un sondaggio condotto da AUTO1.com tra i rivenditori europei, quasi la metà dei dealer (48,6%) prevede ulteriori ribassi nel corso dell’anno.
In Italia la percentuale sale oltre il 53%. Solo una minoranza si aspetta aumenti, mentre circa un terzo ipotizza una fase di stabilità.
Per il terzo anno consecutivo, dunque, prevale una visione prudente sul futuro del settore.
Il commento di AUTO1 Group
A confermare questo scenario è Moritz Lück, SVP Sales & Operations di AUTO1 Group:
«Dalla metà del 2025 osserviamo un calo costante dei prezzi. Questa tendenza rende il mercato più accessibile e favorisce le transazioni».
Nel lungo periodo, però, lo scenario potrebbe cambiare. Secondo le previsioni di Moody’s, i prezzi dell’usato potrebbero tornare a salire nei prossimi decenni, spinti dall’aumento dei costi delle materie prime e delle auto nuove.
Cosa sta influenzando davvero il mercato
Secondo i rivenditori, il principale fattore che oggi determina i prezzi resta la domanda dei consumatori. Seguono il cambiamento delle preferenze verso alcune motorizzazioni e la crescente concorrenza dei marchi cinesi nel mercato del nuovo.
Proprio l’arrivo di nuovi brand, soprattutto asiatici, sta contribuendo a rendere il settore più competitivo, con effetti diretti anche sull’usato.
Incidono meno, almeno per ora, le normative europee, anche se una parte degli operatori teme che possano influenzare i prezzi nei prossimi anni.
Un’occasione per chi compra, una sfida per chi vende
Il quadro che emerge è quello di un mercato sempre più favorevole agli acquirenti. Prezzi più bassi, maggiore disponibilità di veicoli e maggiore concorrenza rendono il 2026 un buon momento per chi cerca un’auto usata.
Più complessa, invece, la situazione per i venditori, chiamati a operare in un contesto di margini ridotti e forte pressione competitiva.
Un settore in piena trasformazione
Il mercato dell’usato sta attraversando una fase di profonda trasformazione. L’elettrico rallenta, l’ibrido cresce, il termico resiste e nuovi attori entrano in gioco.
Il 2026 si profila così come un anno di transizione, destinato a ridefinire gli equilibri del settore nei prossimi anni.