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Assicurazione RC auto 2026: come cambiano i prezzi dopo l'estate e come risparmiare al rinnovo

Premio medio RC auto a 423 euro secondo IVASS, aumenti in rallentamento. Cosa cambia dopo l'estate tra polizze infrannuali e nuova tassa sulle accessorie

di Marco Mattei · 14 agosto 2026

9 min di lettura

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Il premio medio effettivamente pagato per la RC auto è di 423,4 euro secondo l'ultima rilevazione IVASS, con un aumento del 3,2% su base annua che segna il terzo rallentamento consecutivo. Dopo l'estate arrivano il dato del secondo trimestre e il decreto attuativo che dovrebbe rendere operative le polizze di durata inferiore all'anno. Nel frattempo la tassa sulle garanzie accessorie è quintuplicata, ma con un correttivo che quasi nessuno racconta.

Chi rinnova la polizza tra settembre e dicembre si troverà davanti a un mercato diverso da quello degli ultimi tre anni. Non perché i prezzi scendano — non scendono — ma perché la curva ha cambiato pendenza, e perché entrano in gioco alcune novità normative che possono valere più di un confronto tra preventivi.

Qui trovate i dati ufficiali aggiornati, la spiegazione di perché sui giornali circolano tre cifre diverse per la stessa cosa, e le leve che incidono davvero sul premio al rinnovo.

Il premio medio oggi: 423 euro, e la corsa rallenta

Il riferimento affidabile è l'indagine IPER dell'IVASS, che rileva i prezzi effettivamente pagati sui contratti stipulati, non i preventivi. Secondo la Comunicazione Statistica n. 6/2026, nel primo trimestre 2026 il prezzo medio della sola garanzia RC auto è stato di 423,4 euro, con un aumento nominale del 3,2% su base annua che scende all'1,5% al netto dell'inflazione.

Il dato interessante non è il livello, ma la derivata. Guardando le variazioni annue dello stesso trimestre:

  • primo trimestre 2024: +7,2%
  • primo trimestre 2025: +4,1%
  • primo trimestre 2026: +3,2%

La serie dei valori assoluti conferma un assestamento: 410 euro a marzo 2025, 415 a giugno, 437 a settembre, 432 a dicembre, 423 a marzo 2026. Il picco della fase inflazionistica sembra alle spalle, ma il confronto con il minimo del primo trimestre 2022 — quando il premio medio era scivolato a 353,4 euro — dice quanto terreno si sia perso in quattro anni.

Sul fronte delle cause, il Bollettino Statistico IVASS n. 4 del 10 aprile 2026 fotografa il 2024: raccolta premi RC auto e natanti a 13 miliardi di euro (+6,5% sul 2023), circa 45 milioni di veicoli assicurati, frequenza dei sinistri in calo al 4,32% ma costo medio del singolo sinistro in crescita, spinto da manodopera, ricambi e danno biologico. Si paga di più non perché ci siano più incidenti, ma perché ogni incidente costa di più.

Perché leggete 423, 486 e 636 euro per la stessa cosa

Questo è il punto che genera più confusione, e vale la pena chiarirlo una volta.

Le tre cifre che circolano in questi mesi misurano oggetti diversi:

  • 423 euro (IVASS, IPER) — prezzo medio effettivamente pagato per la sola garanzia RC, imposte incluse, sui contratti stipulati nel trimestre. È il dato istituzionale.
  • 486 euro (Osservatorio Segugio.it, primo trimestre 2026) — premio medio rilevato su un campione di utenti di un comparatore, +9,1% su base annua.
  • 636 euro (Osservatorio Facile.it, giugno 2026) — premio medio dei preventivi di un altro comparatore, +2,63% annuo.
  • 387 euro (ANIA, rinnovi di dicembre 2025) — premio medio sui contratti in rinnovo, al netto delle imposte.

Nessuna è sbagliata: cambiano il perimetro (contratti nuovi o rinnovi), il campione (tutto il mercato o gli utenti di un comparatore) e il trattamento fiscale. Chi usa un comparatore è per definizione chi cerca di cambiare, quindi spesso chi paga di più. Confrontare la propria polizza con il dato IVASS ha senso; confrontarla con il numero di un osservatorio commerciale molto meno.

Cosa cambia dopo l'estate

Il dato del secondo trimestre. IVASS pubblica l'indagine IPER con circa tre mesi di ritardo: la rilevazione aprile-giugno 2026 è quindi attesa in autunno. Guardando la stagionalità degli anni scorsi, il secondo trimestre tende a essere più alto del primo, ma sarà il confronto anno su anno a dire se il rallentamento continua.

Le polizze infrannuali. È la novità potenzialmente più rilevante per chi ha un secondo veicolo. Il decreto legislativo 27 marzo 2026, n. 57 — correttivo del D.Lgs. 184/2023 di recepimento della direttiva UE 2021/2118, in vigore dal 12 maggio 2026 — prevede che con decreto del MIMIT, di concerto con il MIT e sentito l'IVASS, possano essere introdotti schemi di polizza RC di durata inferiore all'anno per l'uso stagionale e nei casi di trasferimento di proprietà, demolizione o esportazione definitiva.

Attenzione però, perché qui molti articoli hanno anticipato i tempi: la cornice normativa esiste, lo strumento no. Fino alla pubblicazione del decreto attuativo resta in vigore la durata minima annuale prevista dal Codice delle assicurazioni. Chi ha una cabriolet, una moto o un camper usati tre mesi l'anno non può ancora pagare tre mesi.

Monopattini. Un adempimento già scattato che riguarda chi ha anche un mezzo leggero: la legge 25 novembre 2024, n. 177 ha introdotto l'obbligo assicurativo per i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica, e una circolare MIMIT-MIT del 17 aprile 2026 ha stabilito che le compagnie devono offrire obbligatoriamente le relative polizze dal 16 luglio 2026.

Veicoli fermi. Resta il principio introdotto dal D.Lgs. 184/2023: l'obbligo di copertura riguarda anche i veicoli idonei alla circolazione tenuti fermi in aree private, cortili e garage. Il correttivo del 2026 ha chiarito che l'esenzione vale solo per i mezzi con inidoneità stabile e irreversibile, documentata: un'auto temporaneamente ferma non è esentata.

La tassa che ha fatto discutere: dal 2,5% al 12,5%, ma con il paracadute

Questa merita precisione, perché è stata raccontata male quasi da tutti.

La Legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) ha allineato al 12,5% l'imposta sulle garanzie accessorie più diffuse: infortuni del conducente, che scontava il 2,5%, e assistenza stradale, che scontava il 10%. L'allineamento vale per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026 e non tocca i contratti in essere.

Su carta sono dieci punti percentuali in più. Titoli come "stangata sull'RC auto" sono però fuori misura, per due ragioni.

La prima è la base di calcolo: l'imposta si applica al premio netto della singola garanzia accessoria, non al totale della polizza. Su una copertura infortuni conducente da 30 euro netti, dieci punti in più fanno 3 euro.

La seconda è che la legge stessa prevede un meccanismo di compensazione: le compagnie devono riconoscere in riduzione una quota rilevante dell'aggravio, indicata in almeno due terzi. L'effetto residuo a carico dell'assicurato, secondo le stime di settore, si aggira intorno a un euro all'anno per chi sottoscrive entrambe le garanzie.

Vale comunque un controllo concreto al rinnovo: verificate come sono indicate le accessorie nel nuovo contratto e con quale aliquota, perché la norma si applica indipendentemente dal fatto che le voci siano separate o accorpate.

Dove si paga di più: la geografia conta ancora

Il divario territoriale resta la variabile più pesante. Nel primo trimestre 2026 metà delle province ha registrato premi medi superiori a 395 euro, e nel quarto più caro si superavano i 427 euro. La differenza tra Napoli e Aosta era di 257 euro, in leggera riduzione rispetto ai 262 euro dell'anno precedente.

Le variazioni annue però disegnano una mappa diversa da quella dei livelli assoluti: si va dal +1,9% di Campobasso al +20,2% di Crotone, con incrementi superiori al 13% concentrati in Abruzzo, Campania e Calabria — Cosenza, Crotone, Avellino, L'Aquila, Pescara — e, al Nord, nel Lodigiano. Nelle grandi città gli aumenti sono stati più contenuti: +5,4% a Roma, +5,6% a Milano, +5,8% a Vercelli.

Tradotto: se il vostro rinnovo arriva con un +5% state nella media nazionale allargata; se arriva con un +15% e non avete fatto sinistri, vale la pena capire se dipende dalla provincia o dalla compagnia.

Come risparmiare al rinnovo: le leve che funzionano davvero

Muovetevi in anticipo, ma non troppo. La polizza RC auto non ha più tacito rinnovo: alla scadenza il contratto cessa, con quindici giorni di comporto durante i quali la copertura prosegue. Confrontare i preventivi due o tre settimane prima della scadenza consente di cambiare senza scoperti.

Verificate l'attestato di rischio. È il documento che certifica la classe di merito e i sinistri degli ultimi cinque anni, ed è consultabile in banca dati. Un sinistro attribuito per errore o una classe non aggiornata valgono centinaia di euro. Il correttivo 2026 ha ripristinato il potere regolamentare dell'IVASS sull'attestato di rischio, con l'obiettivo di definire le informazioni aggiuntive rispetto al modello europeo.

Legge Bersani. Chi acquista un veicolo può ereditare la classe di merito di un altro veicolo già assicurato di proprietà propria o di un familiare convivente. Per un neopatentato significa non partire dalla quattordicesima classe. È la singola leva con l'impatto maggiore in assoluto.

Clausole di guida e scatola nera. La clausola di guida esperta è presente in circa il 64% dei contratti RC auto secondo IVASS, e insieme al dispositivo telematico è una delle vie più battute per abbassare il premio. Attenzione a cosa si accetta: la guida esperta esclusiva significa che se al volante sale un guidatore giovane non coperto, in caso di sinistro scattano conseguenze economiche.

Valutate le accessorie una per una. Assistenza stradale e infortuni conducente sono le più vendute in pacchetto. Se la vostra auto è già coperta da un'assistenza stradale inclusa nella garanzia del costruttore o in una tessera associativa, state pagando due volte lo stesso servizio.

Franchigie e massimali. I minimi di legge per la RC sono nell'ordine di 6,45 milioni di euro per i danni alle persone e 1,3 milioni per i danni alle cose. Alzare i massimali costa poco; alzare le franchigie sulle garanzie accessorie abbassa il premio ma sposta il rischio su di voi.

Se qualcosa non torna. Dal 2026 è operativo l'Arbitro Assicurativo, organismo indipendente per le controversie tra assicurati e compagnie o intermediari, alternativo alla via giudiziaria. È uno strumento nuovo e ancora poco conosciuto.

Una precisazione doverosa: quelle qui sopra sono informazioni generali, non consulenza assicurativa. La convenienza di ciascuna scelta dipende dal profilo di rischio, dal veicolo e da come lo si usa, e va valutata caso per caso — eventualmente con un intermediario.

Domande frequenti

Quanto costa in media la RC auto nel 2026? Secondo l'indagine IPER dell'IVASS, nel primo trimestre 2026 il prezzo medio effettivamente pagato per la sola garanzia RC auto è stato di 423,4 euro, in aumento del 3,2% su base annua e dell'1,5% al netto dell'inflazione.

I prezzi della RC auto stanno ancora salendo? Sì, ma con ritmo decrescente. La variazione annua del primo trimestre è passata dal +7,2% del 2024 al +4,1% del 2025 e al +3,2% del 2026.

Perché i dati sui premi medi sono così diversi tra loro? Perché misurano cose diverse: IVASS rileva i prezzi effettivamente pagati sui contratti stipulati, ANIA i premi dei rinnovi al netto delle imposte, i comparatori i preventivi dei propri utenti, che sono per definizione automobilisti in cerca di un'alternativa.

È vero che nel 2026 la RC auto ha subito un aumento di tasse? L'imposta sulle garanzie accessorie infortuni del conducente e assistenza stradale è stata allineata al 12,5% dalla Legge di Bilancio 2026 per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio. La stessa norma prevede però un meccanismo di compensazione a carico delle compagnie, che riduce l'effetto sull'assicurato a circa un euro l'anno.

Quando arrivano le polizze RC auto di durata inferiore all'anno? La possibilità è prevista dal decreto legislativo 57/2026, ma è subordinata a un decreto attuativo del MIMIT non ancora pubblicato. Fino a quel momento resta in vigore la durata minima annuale.

Devo assicurare un'auto che tengo ferma in garage? Sì, se il veicolo è idoneo alla circolazione. L'esenzione introdotta dal correttivo 2026 riguarda solo i mezzi con inidoneità stabile e irreversibile, documentata: un fermo temporaneo non basta.

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