Volvo Cars presenta i risultati del terzo trimestre: la domanda si è mantenuta su livelli elevati

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Volvo Cars presenta i risultati del terzo trimestre: nonostante i molteplici fattori negativi, la domanda si è mantenuta su livelli elevati

La Casa automobilistica conferma il suo impegno a realizzare l’obiettivo di metà decennio di arrivare a una quota del 50% di vetture completamente elettriche sulle vendite complessive, con un’impronta di carbonio ridotta del 40% e una redditività elevata.

Vendite a privati in calo dell’8% per un totale di 138 (150) mila auto
Ricavi in aumento del 30%, a 79,3 miliardi di corone svedesi
Risultato operativo (EBIT) pari a 2,1 (3,3) miliardi di corone svedesi
Margine EBIT al 2,6 (5,5)%
Margine EBIT esclusa la quota di reddito da joint venture e società collegate, pari al 4,4 (7,1)%
Utile base per azione: 0,11 (0,86) corone svedesi
La linea elettrificata ‘Recharge’ ha rappresentato il 25,1% delle vendite totali nel terzo trimestre, tra cui un 7,4% di vetture completamente elettriche
Volvo Cars ha annunciato di aver conseguito un utile operativo, escluse le joint venture e le società collegate, pari a 3,5 miliardi di corone svedesi e un margine di profitto del 4,4%, un risultato che evidenzia le molteplici difficoltà che l’industria automobilistica mondiale sta affrontando. Il bilancio intermedio relativo al terzo trimestre è disponibile qui.

La Casa resta saldamente concentrata sull’attuazione della sua strategia e a breve presenterà la Volvo EX90, un nuovissimo SUV a trazione completamente elettrica che segnerà l’inizio di una nuova era per Volvo Cars. Successivamente ha in programma l’introduzione sul mercato di un nuovo modello completamente elettrico ogni anno, con l’obiettivo di arrivare a vendere solo auto al 100% elettriche entro il 2030.

Sebbene i volumi di vendita siano diminuiti dell’8% nel trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, i ricavi sono aumentati del 30% nel periodo. Questo dimostra la forza del marchio Volvo, sottolineando sia la capacità della Casa di determinare i prezzi sia il persistere di una forte domanda per i suoi SUV, in particolare per i modelli della linea Recharge.

I minori volumi registrati nel trimestre hanno influito anche sul risultato registrato dalla Casa automobilistica a livello di EBIT escluse le joint venture e le società collegate, che si è attestato a 3,5 miliardi di corone svedesi, con un margine EBIT pari al 4,4%.

L’aumento dei costi delle materie prime, l’acquisto di semiconduttori per sopperire alle carenze di produzione e i costi logistici hanno contribuito alla riduzione dell’utile d’esercizio. Il margine EBIT incluse le joint venture e le società collegate ha raggiunto il 2,6% nel periodo.

Nel terzo trimestre si è registrato un miglioramento della produzione rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, fattori imprevisti come le interruzioni di energia elettrica e le chiusure legate al COVID-19 in Cina hanno rallentato il ritmo della normalizzazione atteso da Volvo Cars.

Sempre che non si verifichino ulteriori turbative della catena di fornitura, la Casa automobilistica prevede che il miglioramento dei ritmi di produzione continuerà nel quarto trimestre ed anche nel 2023.

Per la seconda metà dell’anno, Volvo Cars prevede una crescita della produzione, del mercato wholesale e delle vendite retail rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per l’intero 2022, la Casa prevede volumi leggermente inferiori a quelli del 2021 nel canale wholesale, nell’ipotesi che non si verifichino ulteriori turbative di rilievo nella catena di approvvigionamento. I volumi di vendita nel mercato wholesale e in quello retail si attesteranno su livelli analoghi.

La richiesta di vetture elettrificate di alta gamma rimane comunque sostenuta, come dimostrano le vendite della linea di modelli elettrificati Recharge della Casa automobilistica. Le vendite di modelli Volvo a trazione completamente elettrica sono aumentate dell’87% anno su anno durante il periodo in esame, rispetto al terzo trimestre del 2021, rappresentando il 7% delle vendite complessive.

Settembre, in particolare, si è rivelato un mese particolarmente positivo: Volvo Cars ha venduto oltre 6.000 vetture completamente elettriche, che rappresentano oltre il 12% delle vendite complessive, rispetto a una quota del 3,5% nello stesso mese dell’anno scorso. Per il 2022, la Casa prevede che la quota di vendite di auto completamente elettriche si avvicinerà alla doppia cifra, come annunciato in precedenza.

Anche le vendite online hanno continuato a crescere a ritmo sostenuto. Il numero di abbonamenti attivi al servizio Care by Volvo è aumentato del 67% nel terzo trimestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel terzo trimestre, le vendite online hanno rappresentato il 6% delle vendite complessive nei mercati consolidati, rispetto all’8% dello stesso periodo del 2021. Ciò è dovuto alla priorità accordata agli altri canali di vendita durante il periodo in esame.

Anche gli sforzi di Volvo Cars per ridurre l’impronta di CO2 per automobile sono proseguiti secondo i piani. Nei primi nove mesi, le emissioni di CO2 sono state inferiori dell’11,8% rispetto al benchmark del 2018, il che supporta gli ambiziosi obiettivi di riduzione del 40% per autovettura entro il 2025.

In prospettiva, Volvo Cars rimane concentrata sul tentativo di gestire al meglio i venti contrari di carattere macroeconomico e le tensioni in atto. La Casa automobilistica sta potenziando le efficienze operative a tutti i livelli aziendali al fine di migliorare la produttività.

La Casa sta inoltre adottando misure concrete per aumentare la resilienza della supply chain nel lungo periodo, incrementando la localizzazione dei componenti, ampliando la base di fornitori di componenti critici, ricorrendo all’analisi della catena di approvvigionamento per favorire una maggiore trasparenza e accelerando i piani di integrazione verticale fra motori elettrici, inverter e batterie.

Volvo Cars intende spingersi ancora più a fondo nella catena di approvvigionamento e stringere partnership che le garantiscano un maggiore accesso a materie prime sostenibili e a prezzi accessibili, concentrandosi sui materiali di importanza cruciale come litio e nichel.

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