Volvo EX60, al via la produzione in Svezia: 810 km di autonomia, ricarica in 16 minuti e consegne in estate. Ordini oltre le previsioni
Volvo Cars ha avviato la produzione della nuova Volvo EX60, il SUV di medie dimensioni completamente elettrico che promette di cambiare le regole del gioco nel segmento più conteso del mercato. Le prime unità destinate ai clienti stanno uscendo dallo stabilimento di Torslanda, a Göteborg in Svezia, con consegne previste a partire dall’inizio dell’estate 2026. La domanda ha già superato le previsioni in quasi tutti i mercati europei, tanto che Volvo ha deciso di aumentare i volumi di produzione e tenere lo stabilimento aperto una settimana in più quest’estate – cosa mai avvenuta prima nella storia della casa svedese.
I numeri che cambiano tutto: 810 km di autonomia e ricarica 10-80% in 16 minuti

La EX60 si presenta con specifiche che la posizionano ai vertici assoluti della categoria. Un’autonomia WLTP fino a 810 km – un dato che elimina di fatto l’ansia da ricarica anche per i viaggi più lunghi – e una ricarica dal 10 all’80% in soli 16 minuti con colonnine da 400 kW. Per fare un confronto: con 810 km si va da Monopoli a Milano senza fermarsi, o da Roma a Parigi con una sola sosta. E quei 16 minuti di ricarica sono meno del tempo di un caffè in autogrill.
Il prezzo, non ancora comunicato per il mercato italiano, sarà in linea con la XC60 ibrida plug-in, il modello più venduto della casa svedese. Una scelta strategica che rende la EX60 accessibile al pubblico che già conosce e sceglie il segmento D di Volvo, senza il sovrapprezzo che ha penalizzato molte elettriche nella prima fase della transizione.
La prima auto elettrica progettata, sviluppata e costruita interamente in Svezia
La EX60 è la prima auto completamente elettrica progettata, sviluppata e costruita in Svezia. Un dato che va oltre la questione industriale: Volvo sottlinea l’impegno verso il proprio Paese d’origine, trasformando la Svezia in un centro nevralgico per lo sviluppo e la produzione di vetture elettriche di alta gamma. Le ambiziose proiezioni di vendita ne fanno uno dei prodotti di esportazione più importanti per il Paese in termini di valore.
Ordini oltre le previsioni: Torslanda non si ferma mai
La domanda iniziale ha superato le aspettative in mercati chiave come Svezia e Germania, con ordini retail notevolmente superiori alle previsioni interne in quasi tutti i maggiori mercati europei. L’apertura del portafoglio ordini per Stati Uniti e Asia è prevista per la tarda primavera, il che lascia presagire un ulteriore aumento dei volumi.
Come ha dichiarato il CEO Håkan Samuelsson: “Questa è una tappa fondamentale per la nostra Casa e per la Svezia. Ora vogliamo concentrarci su un aumento graduale della produzione all’insegna della massima qualità, assicurandoci che questa vettura possa essere un motore di crescita e profitto nei prossimi anni”.
Lo stabilimento di Torslanda: megacasting, batterie e 10 miliardi di corone investiti
Lo stabilimento di Torslanda è stato oggetto di importanti lavori di ammodernamento con un investimento di circa 10 miliardi di corone svedesi (circa 870 milioni di euro). Volvo ha introdotto impianti di megacasting – la tecnologia pionierizzata da Tesla che fonde grandi componenti strutturali in un unico pezzo di alluminio, riducendo il numero di parti e semplificando l’assemblaggio – un nuovo impianto di assemblaggio delle batterie e ha rinnovato completamente l’impianto di verniciatura e il reparto di assemblaggio finale. Una trasformazione industriale che prepara Torslanda alla produzione di altri modelli elettrici di nuova generazione.
Cosa significa per il mercato: la EX60 sfida BMW iX3, Mercedes EQC e Audi Q6 e-tron
Con 810 km di autonomia, ricarica ultrarapida e prezzo allineato alla XC60 PHEV, la EX60 si inserisce nel segmento più combattuto del mercato europeo delle elettriche premium. I concorrenti diretti sono BMW iX3, Mercedes EQC, Audi Q6 e-tron e Tesla Model Y. Nessuno di questi offre oggi 810 km dichiarati: se i dati WLTP verranno confermati nell’uso reale, la EX60 potrebbe spostare gli equilibri in un segmento che vale centinaia di migliaia di unità all’anno in Europa. Un modello da seguire con attenzione – potenzialmente il game changer che il mercato europeo stava aspettando.



