Decreto carburanti 2026: taglio accise 25 cent/litro, nuovi prezzi e misure anti-speculazione

di 19 Marzo 2026
car refill transportation gas
Photo by ClickerHappy on Pexels.com

Entra in vigore oggi, 19 marzo 2026, il decreto legge n. 33 del 18 marzo 2026, recante “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 18 marzo. Il provvedimento, approvato in Consiglio dei Ministri con procedura d’urgenza, introduce un taglio delle accise di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo sul GPL, con una durata di 20 giorni. Il costo complessivo del decreto è stimato in 527,4 milioni di euro.

Il taglio delle accise: i numeri nel dettaglio

L’articolo 2 del decreto-legge stabilisce che, dal giorno successivo alla pubblicazione e per i venti giorni successivi, le accise su benzina e gasolio — che dopo l’allineamento operato dallo stesso governo ammontano a 0,67290 euro/litro per entrambi i carburanti — vengono ridotte di 0,25 euro/litro. Le nuove accise scendono quindi a 0,42290 euro/litro.

L’effetto reale alla pompa è tuttavia superiore ai 25 centesimi annunciati: poiché l’IVA al 22% si applica anche sulle accise, la riduzione complessiva è di circa 0,305 euro/litro secondo i calcoli del Codacons, ovvero 30,5 centesimi. Altre stime più conservative indicano un effetto di 24,4 centesimi. La differenza dipende dal meccanismo di trasmissione dei prezzi lungo la filiera distributiva.

Il risparmio stimato per un rifornimento da 50 litri si colloca tra 12,2 e 15,2 euro, a seconda dei calcoli utilizzati.

I nuovi prezzi medi attesi

Partendo dalle medie MIMIT diffuse il 18 marzo (ultimo giorno pre-decreto), i prezzi teorici dopo il taglio sono i seguenti.

Rete ordinaria (self service): benzina da 1,867 a circa 1,623 euro/litro (−24,4 cent); diesel da 2,103 a circa 1,859 euro/litro (−24,4 cent). Il diesel torna così sotto la soglia dei 2 euro/litro, superata negli ultimi giorni in tutte le regioni ad eccezione delle Marche.

Rete autostradale (self service): benzina da 1,950 a circa 1,706 euro/litro; diesel da 2,169 a circa 1,925 euro/litro.

I prezzi effettivi dipenderanno dalla velocità con cui le compagnie petrolifere comunicheranno i nuovi listini alle stazioni di servizio. Il decreto impone l’obbligo di comunicazione e pubblicazione giornaliera dei prezzi consigliati.

Il contesto: petrolio oltre 112 dollari e crisi in Iran

Il decreto arriva in risposta all’escalation dei prezzi del greggio innescata dalla guerra in Iran e dalle tensioni nello Stretto di Hormuz. Nelle prime contrattazioni di oggi il Brent ha superato i 112 dollari al barile, mentre il WTI ha sfiorato i 97,3 dollari. Gli attacchi contro infrastrutture energetiche nella regione hanno alimentato la speculazione sui mercati e prodotto un’impennata dei listini alla pompa in tutta Europa.

In Italia il diesel self service aveva raggiunto una media nazionale di 2,103 euro/litro, con picchi regionali a Bolzano (2,155), Valle d’Aosta e Calabria. La benzina self aveva toccato i 1,867 euro/litro, superando quota 1,90 in diverse regioni.

Le misure per autotrasportatori e flotte

Il decreto introduce un credito d’imposta del 28% sulla spesa per gasolio sostenuta dalle imprese di autotrasporto con sede o stabile organizzazione in Italia, limitatamente ai veicoli di categoria Euro 5 o superiore. Lo stanziamento è di 608,5 milioni di euro per il 2026. Il credito è calcolato sulla spesa netta IVA, comprovata da fatture d’acquisto, per il trimestre marzo-maggio 2026.

Per le imprese della pesca è previsto un credito d’imposta del 20% sulle spese per carburante da marzo a maggio, con uno stanziamento di 10 milioni di euro.

Il sistema anti-speculazione

Il decreto istituisce un regime speciale di controllo della filiera distributiva per i due mesi successivi all’entrata in vigore. Le misure comprendono il rafforzamento del ruolo del Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mr. Prezzi) presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’obbligo per le compagnie petrolifere di comunicare e pubblicare quotidianamente i prezzi consigliati, verifiche lungo l’intera filiera da parte della Guardia di Finanza e dell’Antitrust, e sanzioni per gli operatori che dovessero discostarsi in modo anomalo dall’andamento reale del prezzo del petrolio. Nei casi più gravi sono previste segnalazioni alla magistratura.

Durata, limiti e prospettive

La misura è dichiaratamente temporanea: 20 giorni, prorogabili se la crisi internazionale dovesse proseguire. Il governo ha stanziato 417,4 milioni di euro per il taglio delle accise nel 2026 e 6,1 milioni nel 2028 (per effetti residui).

Il confronto con il precedente del 2022 è significativo: anche il governo Draghi tagliò le accise di 25 centesimi dopo l’invasione dell’Ucraina, ma la misura fu prorogata ripetutamente fino a fine anno con un costo complessivo di quasi 9 miliardi di euro. L’intervento attuale è più contenuto nel tempo ma strutturalmente identico.

Resta l’incognita dei mercati: con il Brent oltre i 112 dollari e nessun segnale di de-escalation nella regione, il rischio è che tra tre settimane il governo si trovi di fronte alla scelta tra una proroga costosa e un ritorno ai prezzi pre-decreto in piena stagione di spostamenti primaverili.

Ultime notizie di Focus

Da non perdere!